1,2,3 Hattrick!




Una malattiaa.

Chi conosce Hattrick sa cosa intendo, per chi non lo conosce...cosa ci fai ancora quì? Corri a registrarti, aspetta che ti diano una squadra (ci possono volere mesi...) e poi impazzisci.

Già, perché dal momento che sei proprietario di una squadra di Hattrick, il tuo rapporto con il calcio cambia, in un attimo ti trovi nelle vesti di un Moratti, o di uno Zamparini, ma con licenza, anzi obbligo, di fare la squadra, di stabilire il modulo, di gestire gli allenamenti, di scrivere i comunicati stampa, di amministrare lo stadio, oltre naturalmente, a occuparti di calciomercato.

Hattrick nasce nel nord Europa una manciata di anni fa e ad oggi si va diffondendo in tutto il Mondo a macchia d'olio; in Italia (non tra le massime federazioni...) sono già più di 35.000 i club iscritti, cifra che aumenta a botte di centinaia al giorno.

Il segreto è tutto nello slogan del gioco: Play it cool, che si accompagna a uno stile disincantato e autoironico di trattare una materia ormai troppo seria come il calcio.

Il motore del gioco è invece sofisticatissimo: batterie di server gestiscono ogni dettaglio di hattrick, dallo stadio di ogni singolo club, sino allo streaming in tempo reale di ogni partita, in ogni serie.

Un budget iniziale dal quale non si può sforare, (ma quanto è difficile...), impedisce manfrine e cattive gestioni, garantendo, molto più che nel calcio reale, una vera competizione ad armi pari.

Naturalmente anche in Hattrick ci sono le Nazionali che pescano dai club, i Mondiali (il prossimo sarà concomitante con Germania 2006), le giovanili (vera risorsa per i debuttanti) e la stampa di settore: la Gazzetta di Hattrick fa le stesse copie di quella vera.

Non potete starne fuori, anzi sfidatemi: la mia squadra è il tacalabala f.c. e potete contattare la P.R.: Lalla Ladalla...

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