La notte prima degli esami, quelli veri


A sentire i giornalisti il Mancio stasera si gioca gran parte del suo futuro, ma c'è da scommettere che i suoi esami non finiranno certo oggi.
La sfida contro l'Ajax non sembra particolarmente impegnativa, quell'imprevedibile gruppo di giovani pazzi e talvolta sgangherati non sembra essere in grado di cogliere un risultato importante in trasferta, a maggior ragione se il campo si chiama San Siro.

E poi ci sarà il Villarreal: il sorteggio, è stato detto da più parti, è stato benevolo con i nerazzurri. Gli spagnoli sembrano la sorpresa di questa edizione, certo Riquelme e Forlàn possono far paura, ma tutto sommato non abbastanza da chiudere la strada alla beneamata, squadra che come ogni anno doveva vincere tutto, ma che per il momento ha mollato il campionato con una settimana suicida.

E dopo? Ovvio, la semifinale, la Juventus o l'Arsenal, due brutti clienti. La prima è la nemica di sempre, un'ottima occasione per una rivincita storica, il modo migliore per cancellare in un sol colpo, il 5 Maggio, Ceccarini, la spocchia di Moggi e Co... Non si potrebbe chiedere di meglio, certo c'è il rischio di aggiungere un altro episodio alle onte da lavare. I gunners invece sono stati affrontati in una delle passate edizioni della Champions, si urlò al miracolo dopo la vittoria ad Highbury, la solita Inter che avrebbe dovuto dominare ogni competizione, salvo poi prenderne cinque in casa, con uno scatenato Henry, prossimo obbiettivo di mercato.

Sognando ancora un po' davanti agli occhi del tifoso interista e di Mancini si vanno componendo i colori del Barça o degli odiati cugini rossoneri, una Tour Eiffel, una coppa che manca da troppo tempo in bacheca. Anche qui le motivazioni non mancherebbero, soprattutto se pensiamo ai ragazzi di Ancellotti e alle due eliminazioni delle passate edizioni.

C'è di che sognare, Mancini lo sa, i tifosi potrebbero non perdonargli un altro brusco risveglio, nemmeno se dovesse tornare in extremis quella coppa Italia, specialità della casa.
Ma stasera c'è l'Ajax da battere e io non posso fare a meno di preoccuparmi, soprattutto se penso alle parole dell'inno nerazzurro che spesso stato è profetico: pazza Inter, amala!

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