Tre italiane ai quarti di Champions!


L'italica penisola che tanto vive di calcio, quest'anno può godersi, come è accaduto per la terza volta negli ultimi quattro anni, ben tre squadre su otto ai quarti di finale della Champions League, la competizione forse più affascinante che ci sia. E finalmente può farlo senza gli scontri fratiricidi tra milanesi, scontri beffardi per la sponda nerazzurra quanto dolci per quella rossonera. Ma come ci sono arrivate le tre compagini nostrane alla terzultima tappa, prima dell'agognato traguardo?

La fortuna ha girato, a mio modesto avviso, sempre allo stesso modo, da settembre fino ad ora. La squadra più jellata di tutte in quanto a sorteggio è stata il Milan, dal girone, passando agli ottavi, fino al quarto di finale contro il Lione. Il girone la vedeva opposta a tre squadre tignose in egual misura (Schalke, PSV e Fenerbahce) e ha dovuto sudare non poco per avere la prima piazza dopo 540 minuti di calcio intenso. Poi il Bayern, non la più comoda tra le seconde classificate, che ha regolato con ben 5 gol al povero Khan. Ora i francesi, non a livello del Barça ma nemmeno del Benfica.

La Juventus occupa il secondo gradino del podio in quanto a fortuna/sfortuna: né troppa né poca, il giusto mix, almeno per quanto riguarda i sorteggi. Un girone col Bayern ma anche col Bruges e il Rapid Vienna, due compagini non irresistibili, e nonostante la papera di Abbiati all'Allianz Arena alla fine è stato facile conquistare il primo posto tra le 4. Poi il sorteggio di Nyon per gli ottavi di finale l'ha accoppiata al Werder Brema, non una formazione di primo livello, ma comunque una squadra pazza e strana, un undici che ha messo i brividi ai ragazzi di Capello fino al 180'. E ora l'Arsenal, squadra inglese contro le quali la Juve non ha mai eccelso (di recente ricordo le sconfitte proprio a Londra, a Newcastle, a Manchester, a Liverpool), soprattutto in trasferta.

L'Inter, che pure è una squadra non proprio fortunata, almeno coi sorteggi di Champions ha arriso alla buona sorte più volte. Sorvolando sul Donetsk, il girone iniziale recitava, in ordine alfabetico, Artmedia, Rangers e Porto. Non di certo tre squadre irresistibili, anzi, tutt'altro. Così Mancini s'è permesso la sconfitta portoghese e non per questo ha compromesso un primo posto fin dall'inizio assodato. Ai quarti poi i nerazzurri hanno beccato l'Ajax, che ha un tempo su quattro d'autonomia, tanta buona volontà ma alla fine poco altro. E ora il Villarreal, va bene, una squadra con tanti campioni che solo due anni fa insegnò calcio all'Olimpico alla Roma, ma comunque un gradino sotto l'Arsenal e forse due al Lione.

E il discorso potrebbe continuare esaminando anche le eventuali semifinali...

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