Boateng ha lasciato il Milan per colpa del razzismo? È una bufala

Non è vero che Boateng ha lasciato l'Italia per i casi di razzismo in cui è rimasto coinvolto negli ultimi tempi.


Kevin Prince Boateng ha lasciato il Milan per la colpa del razzismo? Bufala. Le dichiarazioni rilasciate da Peter Peters, il direttore finanziario dello Schalke 04, che negli scorsi giorni ha accolto il nuovo acquisto, si sono rivelate del tutto infondate. E a spiegarlo è stato il diretto interessato.
Andiamo con ordine. Due giorni fa il dirigente del club tedesco ha rivelato che il calciatore "voleva assolutamente andare via e lasciare il Milan a causa dei numerosi episodi di razzismo avvenuti durante la sua permanenza in Italia".

Il riferimento era evidentemente a quanto avvenuto il 3 gennaio scorso, quando il calciatore, visibilmente turbato, reagì con una pallonata scagliata sugli spalti, agli insulti razzisti del pubblico di Busto Arsizio durante l'amichevole fra Milan e Pro Patria, poi sospesa. Poi altri simili episodi, seppur di minore impatto mediatico, videro coinvolto, suo malgrado, il fidanzato di Melissa Satta. Eppure tale versione fornita da Peters è completamente falsa. Infatti poche ore dopo, il dirigente ha fatto retromarcia con tanto di scuse:

Ho parlato con il nostro direttore generale, Horst Heldt, e devo correggere le mie parole. Mi ha confermato che il razzismo non è assolutamente la causa del suo trasferimento allo Schalke. Appena possibile parlerò io stesso con Boateng per scusarmi. Non era mia intenzione creare problemi con il Milan e con i tifosi italiani.

Peters aveva anche svelato che Boateng "aveva un accordo con il presidente Berlusconi in base al quale sarebbe partito se il Milan avesse raggiunto la fase a gruppi di Champions". Galliani ha smentito anche tale ipotesi, o quantomeno ha detto di non essere a conoscenza di ciò.

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