Germania, per Loew contro l'Italia il passato non conta: "Non cerchiamo rivincite"

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La Germaniapascola” ormai da giorni e sta preparando al meglio la delicata semifinale contro l’Italia; archiviata la pratica Grecia con relativa scioltezza la giovane truppa guidata sagacemente da Joaquim Loew ora è attesa alla prova di maturità: mettersi alle spalle le 14 vittorie consecutive, su altrettante partite, tra qualificazioni e fase finale in questi Europei ed esorcizzare lo spauracchio Italia con una prova convincente, senza appelli, da squadra che ha dominato fin qui la competizione e vuole portarla a casa battendo i rivali più ostici, quelli del 4-3 dello stadio Azteca, quelli del 3-1 del Bernabeu, quelli (maledetti azzurri!) dello 0-2 a domicilio a Dortmund. La storia fa paura al labile popolo tedesco, sicuro e fiero di sé quanto vulnerabile di fronte all’estro mediterraneo di italiani e spagnoli, per lo meno quando si parla di calcio:

“Nel calcio non esistono le rivincite: non si può, ad esempio, rimettere a posto quello che è successo nel 2006, appartiene al passato. Sei anni fa c’erano alcuni nostri giocatori, ma adesso la situazione è differente. Il passato non ha alcuna importanza per noi. Il 4-3 del 1970? Per i nostri giovani quella partita non ha alcuna importanza, non conoscono quella partita perché fa parte della storia del calcio”.

Questo è il pensiero di Loew, che pure conosce gli azzurri per averli affrontati in amichevole il 9 febbraio 2011 a Dortmund, 1-1 con gol di Klose e Rossi: “Allora l’Italia aveva già una squadra nuova e giovane che cominciava a far vedere un altro calcio rispetto agli anni precedenti. Rispetto al passato adesso gli italiani pensano in termini più offensivi“. Merito dell’eclettismo del centrocampo, della spinta dei fluidificanti e dall’ottima capacità nell’impostare dei centrali di difesa; con un direttore d’orchestra, Andrea Pirlo, che fa paura:

“Andrea Pirlo sta vivendo una rinascita, ma non lo marcheremo a uomo. Non è stato decisivo soltanto nella partita contro l’Inghilterra, ma anche nelle altre. Si pensava che potesse essere un po’ troppo vecchio per poter ancora dare molto alla squadra italiana, ma è un eccellente giocatore di calcio, un geniale stratega, uno che tocca molti palloni e che li sa distribuire pericolosamente. Un grandissimo giocatore. Bisognerà provare ad impedirgli di giocare, a disturbarlo. Fare una marcatura ad uomo su di lui sarebbe un’idiozia, perché in partita arretra molto. Ma conosciamo bene il suo tipo di gioco e proveremo a interferire il più possibile”.

I tedeschi hanno avuto il tempo per: 1) riposare e recuperare al 110% le energie; 2) studiare gli azzurri con calma e dovizia di particolari; 3) caricare le batterie anche a livello psicologico per non cedere ancora contro la bestia nera di sempre. E se perdessero ancora?

Foto | © TMNews

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