Fabio Capello: "Di Canio da calciatore non era un cuor di leone. De Rossi? Doveva dire sì allo United"

Il ct della Russia a 360 gradi sui protagonisti attuali del calcio mondiale.


Fabio Capello in una lunga intervista rilasciata a Fox Sport ha risposto a domande inerenti molti aspetti diversi del mondo del calcio. Il commissario tecnico della Russia ha parlato della Roma, il club il cui ultimo scudetto vinto risale proprio ai tempi in cui sulla panchina giallorossa c'era il tecnico friulano.
Capello ha dato ragione a Rudi Garcia "quando dice che per i giocatori romani della squadra è stato meglio giocare il derby di pomeriggio, e non di sera, in modo da spendere meno energie mentali nel prepartita". Poi ha detto la sua su quanto fatto dalla squadra negli ultimi tempi:

La Roma è da tre anni che ha una squadra competitiva, ma per motivi diversi non è mai riuscita a esprimersi al massimo. Garcia, che quest'anno sulla carta aveva una squadra meno forte rispetto alle passate stagioni, sta riuscendo a dare orgoglio alla squadra. Adesso tutti i giocatori si aiutano in campo.

Capello ha anche svelato di essere stato contattato dalla Roma nell'ultima stagione (e da tante altre squadre importanti), ma di aver rifiutato perché "ero già sotto contratto con la Russia". Poi sulla decisione di Daniele De Rossi di restare nella Capitale e di rifiutare l'offerta del Manchester Uniter:

Io fossi stato De Rossi me ne sarei andato al Manchester United per cercare di andare in una squadra dove l'ambizione è molto elevata. Qualche mese fa Moyes (allenatore del Manchester United, Ndr) mi aveva chiesto un parere su di lui, un parere che non poteva che essere positivo.

Capello ha poi elogiato Totti, definendolo, insieme a Baggio e a Del Piero, "il più grande numero 10 del calcio italiano". Quindi ha sottolineato che Balotelli è un giocatore che "fa la differenza in certi momenti" e che per il campionato italiano la squadra da battere resta comunque, a suo parere, la Juventus ("Ma vedo in corsa per lo scudetto anche il Napoli"). Poi il giudizio sull'esonero di Paolo Di Canio:

La sua esperienza sulla panchina del Sunderland è partita bene con la vittoria del derby, poi però si è perso. Credo che il rapporto con i giocatori sia fondamentale, i giocatori ti giudicano in ogni momento. I calciatori del Sunderland hanno affermato che Di Canio avesse con loro un comportamento dittatoriale. Penso stia lì il problema. Come giocatore Di Canio era un buon giocatore, non un cuor di leone, qualità che invece ha adesso da allenatore. Di Matteo lo vedrei molto bene al suo posto.

Capello ha inoltre speso parole di stima nei confronti di Radamel Falcao ("Non è lui che cerca la palla, ma è la palla che cerca lui) e su Zlatan Ibrahimovic. Infine ha detto chiaro e tondo chi è il calciatore che più lo ha impressionato in allenamento:

Ronaldo è il giocatore più forte che abbiamo mai allenato, ancora più forte di Van Basten. Il suo talento era incredibile. Purtroppo io l'ho allenato a fine carriera, quando non aveva più la voglia di sacrificarsi. Faceva cose che gli altri non erano neanche in grado di pensare.

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