Juventus, Buffon fa mea culpa: "Troppi errori individuali, anche da parte mia"

Il portiere della Nazionale e della Juventus riconosce i suoi errori e chiede pazienza ai tifosi.

Nelle ultime quattro partite la Juventus ha sempre dovuto rimontare l'iniziale svantaggio, la prima volta è successa contro l'Inter, poi subito dopo in Champions League contro il Copenhagen, in entrambi i casi non è riuscita a centrare la vittoria. In campionato contro le due veronesi è andata meglio, in entrambi i casi infatti i bianconeri sono riusciti a tornare davanti, pur con molta difficoltà. Questo dato preoccupa molto i tifosi in questo inizio di stagione e di sicuro non stara facendo dormire tranquillamente Antonio Conte, ma lo sanno anche i giocatori, su tutti il capitano Gianluigi Buffon.

Il portiere, costretto ad incassare senza avere troppe colpe nelle scorse settimane, è diventato protagonista in negativo durante l'ultima partita contro il Chievo. Il gol del vantaggio dei gialloblu deriva da un suo clamoroso errore in fase di impostazione e la squadra di Sannino aveva anche trovato il secondo gol, a causa di una respinta difettosa del numero uno, a salvare i bianconeri è arrivata la decisione del guardalinee che, sbagliando, ha fatto annullare il gol di Paloschi per fuorigioco. Buffon chiede più attenzione, prima di tutto a sé stesso, siamo ancora a inizio stagione e c'è tempo per migliorare:

Sarebbe più gradito partire in vantaggio, ma a onor del vero, nelle ultime tre o quattro partite, al primo e unico tiro in porta abbiamo preso gol. I motivi sono un po' frutto del caso e delle situazioni contingenti che si vengono a creare, ma poi ci sono anche degli errori di reparto dei singoli. Credo che ognuno di noi potesse fare qualcosa di meglio in occasione dei gol subiti, compreso il sottoscritto. Visto che siamo all'inizio della stagione, comunque, ci può stare, fa parte di un percorso che deve tornare a essere ottimale e certo come negli altri anni.

Nell'intervista concessa a Sky Sport Buffon ha parlato anche del suo compagno di squadra Pirlo. L'uscita dal campo senza sosta in panchina del centrocampista ha fatto parlare per qualche giorno di "caso", il problema sembra essere risolto ma l'impressione è che l'ex milanista sia meno sereno del solito e molti si chiedono anche se le sue prestazioni non siano in calo troppo evidente. Per il portiere bianconero mettere in discussione un campione come Pirlo sarebbe una follia, per questo si augura che presto arrivi l'atteso rinnovo di contratto, anche se la società ha rimandato tutto alla primavera:

Un giocatore come Andrea non può mai essere messo in discussione, altrimenti smontiamo gli stadi pezzo per pezzo, torniamo a casa e non giochiamo più a calcio. Mi auguro che una squadra, finché ha l'opportunità, non si privi mai di una forza simile. Certi giocatori, certi campioni che si avviano sul viale del tramonto hanno bisogno di sfide continue per poter rendere al meglio, perché hanno già assaporato tutto, hanno già metabolizzato tutto e diventa più difficile. La vera sfida è crearsi una sfida.

A proposito di campioni, tecnicamente sul viale del tramonto, ma in pratica ancora capaci di essere decisivi è trascinatori, non si poteva non parlare di Francesco Totti che oggi compie 37 anni. Il capitano della Roma è trascinatore come al solito, è profonda la sua impronta su questo inizio di stagione scintillante della nuova Roma di Garcia, tanto che qualcuno, leggi il ct Prandelli, ha addirittura provato ad ipotizzare una suo convocazione per i prossimi mondiali brasiliani:

Il ritorno di Francesco in Azzurro? Sono scelte che riguardano lui, il suo entusiasmo e Prandelli. C'è un gruppo che va avanti da tanti anni ma accoglierebbe a braccia aperte uno come lui. È uno dei pochi fuoriclasse che ci sono nel nostro campionato e di conseguenza non mi stupisce. Chi la ha fortuna e la bravura di avere certe qualità in qualsiasi momento, per qualsiasi periodo, che siano 90, 10, 20 o 30 minuti, può risultare determinante. Per me rimarrà sempre e comunque un evergreen.

Parla di Totti ma è come se parlasse anche po' per sé stesso, anche lui non più giovanissimo spesso viene accusato di aver perso in lucidità rispetto agli anni d'oro. Gli errori in questi ultimi anni non sono mancati, ma Buffon ha anche dimostrato di saper ancora essere decisivo. Contro la Bulgaria, ad esempio, sono stati i suoi interventi prodigiosi a permettere all'Italia di vincere per 1-0 e poi centrare la qualificazione con due turni d'anticipo. Un errore può capitare a tutti, anche ai migliori, l'importante è saper ammettere le proprie responsabilità e lavorare per migliorarsi, anche se ti chiami Buffon e nella carriera hai vinto praticamente tutto.

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