3oª giornata. Lecce - Parma: audace colpo dei soliti noti.

L\'esultanza a LecceE sono tre! Terza vittoria consecutiva (per la prima volta in stagione) per il Parma di Beretta, i cui numeri nel girone di ritorno iniziano ad essere impressionanti: sei vittorie (quattro in trasferta), due pareggi e tre sconfitte; venti punti (quinto posto parziale nel girone); imbattibilità esterna dalla prima di ritorno (trasferta a Palermo); fine della lunga sequela di rimonte subite; otto punti sul Messina terzultimo, la cui sconfitta (unitamente a quella dell’Udinese, sempre più inguaiata) ha neutralizzato l’importantissima vittoria dell’Empoli, oggi salvo, a Reggio Calabria.
Il tutto grazie a una sorte finalmente amica, ad arbitraggi equilibrati se non a tratti favorevoli, ma soprattutto a un’alchimia di squadra che ha trovato finalmente la formula giusto, per merito principalmente dei due goleador principi di questo scorcio di stagione, gli eroi dell'emisfero australe: Fabio Simplicio (implacabile su rigore e ieri autore di un pregevole gol al novantesimo) e in particolare Mark Bresciano, vera arma in più del formidabile inverno gialloblù, ieri a segni per la quarta volta consecutiva con l’ennesimo gol decisivo del suo splendido girone di ritorno.
L’italo-australiano, una volta guarito dalla noia alla caviglia che ne limitava il rendimento, si è inserito perfettamente nei panni di guastatore che Beretta gli ha cucito addosso in assenza di Morfeo e a questo punto sembra davvero insostituibile, tanto che il buon Mimmo (ieri disponibile) si è dovuto accomodare in panchina e accontentarsi di una decina di minuti di garbage time. Se l’assenza di Morfeo (con tutta la stima per lui) ha regalato al Parma un assetto offensivo di grande efficacia nonostante il digiuno di Corradi (anche ieri a secco e inchiodato a quota sei), quella di Cardone ha sistemato non poco le cose in difesa, soprattutto grazie al ritorno al centro di Cannavaro e al rientro di Ferronetti; due giocatori da cui la retroguardia del Parma in questo momento non può prescindere.

La partita di ieri, dunque, è stata decisa dai soliti noti (sei gol per l’australiano, otto per il brasiliano in questo campionato), ma per una volta il Parma, pur subendo a tratti il gioco del Lecce, è apparso molto più in partita rispetto alle trasferte più recenti. Contro ogni previsione (e forse contro anche ogni logica) Beretta ha schierato Bonera a sinistra e Contini in mezzo, e il varesino l’ha ripagato con una prestazione discreta, annullando Vucinic, macchiata solo dalla solita stupida ammonizione che lo riporta nuovamente in diffida.
A centrocampo il tecnico ha scelto di cambiare ancora, modellando la squadra su quella avversaria e cercando la superiorità numerica sulle fasce; dunque davanti ala coppia di mediani Grella – Simplicio, ha schierato le tre mezzepunte con Marchionni à la Morfeo e Dessena a destra. In realtà il giovane Under 19, per le sue caratteristiche tecniche, ha faticato non poco a fare la fascia, in particolare in proiezione offensiva e lo schema ha funzionato molto meglio quando al suo posto è subentrato Andrea Pisanu, al ritorno dopo molti mesi d’assenza.
Il tridente di supporto ha giostrato alla grande, scambiandosi posizioni e ruoli e proprio da un invito di Marchionni è giunto l’assist al bacio per Bresciano per l’1-0, complice un clamoroso buco lasciato sulla destra da Camisa e Saidi. Un trio, quello proposto da Beretta, veloce, tecnico, intelligente e tonico che ha tutte le carte in regola per diventare quello titolare da oggi a fine stagione.
Il resto della gara (spezzettata per colpa della contestazione dei leccesi che ha obbligato l’arbitro Rizzoli ha interrompere due volte il match) è vissuta sugli sprazzi dall’una e dall’altra parte; un gol divorato da Corradi su un’uscita allegra di Sicignano, un gol annullato a Giacomazzi per fuorigioco millimetrico, due occasioni per Babù e Vucinic, e altrettante per Marchionni quando il Parma era già in vantaggio. Proprio allo scadere, infine, la bella azione personale di Simplicio che ha tagliato la disattenta difesa pugliese e ha battuto Sicignano in uscita. Al 5’ di recupero un discutibile fallo da rigore di Cannavaro su Vucinic ha permesso al montenegrino di accorciare le distanze, ma a quel punto non c’era più tempo.

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