Difenderemo il calcio


La UEFA e le 52 federazioni ad essa affiliate si sono espresse in maniera molto chiara nonchè dura nei confronti del G14. Alla chiusura del congresso di Budapest è stato redatto un documento, tradotto in tre lingue (inglese, francese e tedesco), in cui si ribadiscono i principi fondamentali dell'organismo. Potete trovarlo qui.

Ovviamente questa presa di posizione non vuole perdere di vista la realtà, la volontà è comunque quella di restare ben attenti a quello che le nuove situazioni propongono, consapevoli del fatto che il calcio e i tempi cambiano.
Questo in seguito al caso Charleroi che aveva richiesto un risarcimento alla FIFA a causa di un infortunio occorso ad un suo calciatore in occasione di un'amichevole della nazionale marocchina. Ma si tratta ovviamente solo della punta di un iceberg che nasconde problematiche ben più inquietanti.

Proviamo a riassumere un po' la risoluzione UEFA.
In primo luogo si ribadisce l'attenzione per le nuove problematiche presenti, rafforzando però la volontà di non perdere mai i principi di base.
Si sottolinea l'importanza del calcio come fonte di equità e divertimento. Non si può pensare di togliere questo gioco alle società più piccole e ai loro tifosi, che hanno il diritto di poter sperare di concorrere per un titolo importante.
Il calcio non deve essere un mero esercizio finanziario e si farà di tutto affinché questo non accada.

I club hanno l'obbligo di mettere a disposizione i propri giocatori per le nazionali. Questo perchè vestire la maglia della propria nazione deve restare il sogno più grande per un calciatore. E' altresì necessario per garantire che tutte le nazioni abbiano le loro possibilità di vincere un mondiale o un europeo, anche le più piccole.
Viene condannato quindi l'atteggiamento dei grandi club e ribadito il concetto di apertura del calcio a tutti.
Ovviamente se qualche club non è d'accordo con queste regole può benissimo andar via, non troverà opposizione.
In ogni caso la UEFA insieme con la FIFA si impegneranno a difendere i principi e l'etica del gioco del calcio.

Questo in sintesi quello che è venuto fuori dal congresso. Sono tutte belle parole, questo è indubbio. Però bisogna guardare anche alla realtà. Siamo arrivati in queste condizioni perchè il calcio dalla nascita della Champions League è entrato in un vortice da cui è difficile tornare indietro.

Quindi oltre alla demagogia sarebbe anche utile un "mea culpa". Perchè le responsabilità sono si dei grandi club, ma anche di chi ha fatto capir loro che si potessero guadagnare tanti soldi con questo gioco.

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