Pato: e uno!





Buona la prima. Si attendeva con ansia (i tifosi rossoneri), con curiosità o perplessità gli altri, l’esordio di Alexandre Pato con la maglia del Milan. E non una maglia qualsiasi ma, la numero 7, quella che fu, nel recente passato di un certo Andriy Shevchenko. Con undici Nazionali in giro per il mondo e qualche infortunato a casa, non è stato possibile saggiare l’intesa brasiliana tra il “Papero” neo-maggiorenne e i suoi idoli di ragazzino. Eppure, è riuscito da solo a mettersi in mostra il ragazzino che porta ancora l’apparecchio per identi.

Il Milan, ospite della Dinamo Kyev per festeggiare gli 80 anni della sua storia, ha cercato di onorare l’impegno da subito ma si è trovato in balia di un avversario più concentrato, motivato e con più intesa.

Risultato? Dopo venti minuti di gioco è già 2-0 per i padroni di casa.

Si pensava potesse esserci il rischio di un’altra debacle italiana all’estero dopo quella dell’Inter a Barcellona e invece, ci pensa Pato.

Minuto 44 circa, cross dalla destra di Bonera e bella incornata a girare del brasiliano con palla vicina all’incrocio.

“Pato: e uno!” cominciava ipnoticamente il buon Carlo Pellegatti.

Buona nel complesso la prova del giovane.

Ovviamente è troppo presto per esprimere giudizi approfonditi ma, iniziare bene è meglio che iniziare male, giusto?

Per la cronaca, i rossoneri hanno poi raggiunto il pareggio del definitivo 2-2 ad inizio ripresa grazie ad Alberto Gilardino, altro giocatore che, se sbloccato potrebbe veramente rappresentare il futuro del Milan.

Pato, Gilardino, Kakà, Gourcouff per una squadra “vecchia” non sono poi così male.


La formazione del Milan, ieri a Kiev.


Kalac (dal 1′ s.t. Fiori); Bonera, Nesta (dal 34′ s.t. Caraglia), Digao, Favalli; Cafu, Brocchi (dal 43′ s.t. D. Ancelotti), Emerson, W. Aubameyang (dal 20′ s.t. Cosner); Pato (dal 43′ s.t. Rampinini), Gilardino (dal 41′ s.t. P. Aubameyang)

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