L'Italia non va oltre il pari

Ai francesi andava bene un pareggio e sono riusciti ad ottenerlo, forse proprio in questo si sintetizza tutta la partita dell'Italia: la scarsa decisione nel cercare di cambiare l'inerzia della partita.
San Siro aveva promesso un'accoglienza speciale per i francesi e così è stato; lo stadio era una vera e propria bolgia, peccato solo per i fischi sulla Marsigliese che, per carità, non sono certo nulla di grave ma se non ci fossero stati avremmo fatto una figura migliore.
Gli azzurri sono scesi in campo con il solito Buffon tra i pali, Cannavaro affiancato da Barzagli al centro e Zambrotta e Oddo sulle fasce, a presidiare il centrocampo c'erano Pirlo, De Rossi e Gattuso, l'unica punta era Inzaghi coadiuvato dagli juventini Del Piero e Camoranesi. Questo undici avrebbe dovuto garantire una discreta pressione sulla difesa francese che però non c'è mai stata tranne rari lampi, il problema va ricercato soprattutto nello scarso collegamento tra centrocampo e attacco.

Nel primo tempo le uniche occasioni sono venute dai piedi di Cannavaro sullo sviluppo di un calcio d'angolo (il capitano non è riuscito a trovare la deviazione vincente), da Inzaghi che da posizione defilatissima è riuscito a girare una palla verso il sorpreso Landreau andando a colpire la traversa e da Del Piero che però ha concluso debole fra le braccia del portiere.
La Francia dal canto suo non ha fatto di più, vanno registrati solo i tentativi da fuori area di Ribéry, a lato, e di Malouda, agevolmente parato da Buffon.
A parte il gol che non è arrivato, però, l'impressione è che si sia vista una buona Italia.

Nel secondo tempo la partita si è mantenuta sugli stessi ritmi, almeno fino a quando gli azzurri hanno retto. Al tiro dalla distanza deviato in angolo di Camoranesi ha risposto Anelka che si è intrufolato in area ma ha visto strapparsi il pallone dai piedi dall'uscita del sempre attento Buffon.
Quando mancavano 15 minuti alla fine però la squadra si è spenta improvvisamente. Donadoni ha cercato di invertire la rotta sostituendo in pratica tutto il pacchetto offensivo: al posto di Camoranesi, Inzaghi e Del Piero sono subentrati Perrotta, Lucarelli e Di Natale. Ma il risultato non è stato quello sperato, si è così giunti stancamente alla fine della partita.

La situazione per quanto riguarda la qualificazione degli azzurri non è ancora drammatica ma la sfida di mercoledì contro l'Ucraina assume ora un'importanza inaspettata, l'ulteriore difficoltà sarà quella di trovare il sostituto di Gattuso squalificato. In pratica gli azzurri se non vogliono complicarsi troppo la vita devono centrare i tre punti. La classifica per il momento vede in testa la Francia con 19 punti seguita dalla Scozia con 18, a 17 c'è appunto l'Italia seguita proprio dall'Ucraina a 13 ma con una partita in meno.
E' inutile stare a pensare a cosa si sarebbe dovuto fare fino ad ora come è inutile perdersi dietro calcoli troppo complicati: quello che conta adesso è sapere che a casa di Shevchenko e compagni bisogna vincere e la nostra nazionale ci ha insegnato che quando arriva il momento di fare sul serio ci riesce in maniera molto convincente, o almeno è quello che ci auguriamo.

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