Al funerale di Ciro Esposito erano presente tifosi da tutta Italia. Sostenitori del Genoa, della Lazio, del Catania, del Palermo, dell’Ancona, del Torino, del Bologna e molti altri. Mancavano – secondo fonti vicine alla tifoseria napoletana – i romanisti. Per scelta o forse per sensibilità dettata dalla paura di creare malintesi e tensioni con i partenopei in un contesto sacro come una cerimonia funebre. Il messaggio di cordoglio da parte degli ultras giallorossi è arrivato, ma sta già facendo discutere. I gruppi della Sud romanista si stringono al dolore della famiglia Esposito e al tempo stesso rimangono al fianco di un fratello. Una scelta che rischia di infuocare gli animi. Ecco il comunicato pubblicato sul sito asromaultras.org. :

“La Curva Sud rimane e rimarrà sempre al fianco di un suo figlio. Non rinnegheremo mai un nostro fratello, giusto o sbagliato che sia, questo ci ha insegnato la vita, questo ci ha insegnato la strada.

Rimaniamo comunque colpiti e addolorati dal tragico epilogo di questa brutta vicenda e ci stringiamo al dolore della famiglia di Ciro Esposito.

La morte non ha colori né bandiere.

Gli Ultras della Roma“.

Antonella Leardi, mamma di Ciro Esposito, è spiazzata dal comunicato. La madre del ragazzo ucciso a Tor di Quinto, fin dal primo giorno e anche durante i funerali, ha invitato tutte le tifoserie a mettere da parte una volta per tutte la violenza. Ma il contenuto del testo scritto da alcuni esponenti della curva romanista non la convince:

“Vengo a conoscenza del comunicato della Curva Sud della Roma. Se hanno deciso di non prendere le distanze da De Santis si vede che io non posso cambiare la loro mentalità, le loro dinamiche. Per il resto non ho altro da aggiungere sul messaggio”.

Tommaso Giuntella, Presidente del Pd di Roma, non condivide e attacca gli autori del comunicato:

«Da abbonato in quel settore dichiaro che con quelle parole e quei toni deprecabili non c’entro nulla, né mi è stata data la possibilità di esprimere un parere. Siamo in tanti a pensarla in questo modo e spero che seguano altre prese di distanza e che la società As Roma si tuteli e ci tuteli allontanando dalla curva sud certi soggetti che ci fanno vergognare restituendola a chi vuole solamente vedere lo sport, colorare lo stadio, cantare per la propria squadra e rispettare gli altri».

Enzo Esposito, lo zio di Ciro, è molto chiaro e non capisce la duplice vicinanza al presunto assassino e a Ciro Esposito:

“Noi accettiamo le condoglianze da tutti i tifosi in buona fede, ma indicare un assassino come un ‘fratello’ svuota di significato qualsiasi attestato di solidarietà. La massa del tifo romanista si faccia avanti e scelga in maniera netta da che parte stare”.

Angelino Alfano, ministro dell’Interno, scagiona il prefetto e il questore di Roma dalle accuse. La famiglia di Ciro Esposito e molti esponenti politici campani hanno criticato duramente la gestione dell’ordine pubblico romano di quel 3 maggio. Alfano assolve il prefetto Pecoraro, il Questore e l’organizzazione della Coppa Italia: “Vennero impiegati 1486 uomini e oltre 900 steward. Si è verificato un evento imprevedibile e imprevisto.

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ultimo aggiornamento: 01-07-2014


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