Missione compiuta in Ucraina ma...

...la vittoria degli scozzesi in terra francese proprio non ci voleva. E' vero che siamo secondi ma a questo punto pare che dovremo giocarci la qualificazione in Scozia dove, a meno di passi falsi dei britannici con l'Ucraina o in Georgia, il risultato a disposizione sarà soltanto uno: la vittoria. Girone che si è complicato per gli azzurri a causa di due imprevedibili eventi: il pareggio interno con la Lituania (giocò Cassano, ricordate?) e la doppia vittoria della Scozia sulla Francia. Ma ritorniamo alla partita di Kiev, match non eccelso ma sicuramente migliore di quello di San Siro contro i Bleus, in cui l'Italia di Donadoni ha saputo essere cinica, soffrendo più del dovuto ma sbagliando pochissimo nei momenti chiave. L'uomo della provvidenza si chiama Totò Di Natale che come il collega all'Udinese Quagliarella, autore di una doppietta in Lituania, più o meno da sconosciuto uccide le residue speranze dell'Ucraina, pure tra le prime 8 al mondo stando ai risultati dei mondiali.

La gara parte subito a razzo con un bolide di Sheva su calcio di punizione che si stampa sulla traversa; i ritmi sono alti ma molti gli errori da ambo le parti. In avanti l'Italia non punge più di tanto e l'impressione è che Iaquinta corri delle volte a vuoto; al 40' poi la svolta: cross liftato di Pirlo e sprizzata di testa di Di Natale che porta in vantaggio gli azzurri. Nella ripresa il copione è più o meno lo stesso, compreso super Gigi Buffon che in più di un'occasione salva la nostra nazionale; nulla può però su un tiro ravvicinato di Shevchenko al 72', che lo batte dopo un batti e ribatti in area di rigore. E' una mazzata per l'Italia ma l'Ucraina fa il giusto errore di scoprirsi per cercare la vittoria e così, rischiando, perde la partita: al 77' Ambrosini lancia in contropiede ancora Di Natale che dopo 20 metri di solitudine punta Shovkovsky e lo batte senza problemi. E' il colpo del ko per i generosi ucraini.
Donadoni prende e porta a casa, Del Piero in tribuna e il gioco latitante dei suoi sono cose che non gli interessano più: gli si chiedeva la vittoria, ha vinto. Ma la Francia, nel bene o nel male, deve sempre rovinare tutto.

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