Alle 17 e 05 odierne (ora locale) inizierà l’avventura cinese di Alberto Gilardino, nelle fila del Guangzhou Evergrande di Marcello Lippi. Il quale, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha dato sfogo alla sua amarezza spiegando perché ha lasciato l’Italia a 32 anni.
L’ex giocatore del Genoa (15 gol nell’ultimo campionato) ha tirato in ballo Gian Piero Gasperini e la mentalità poco aperta dei tecnici italiani:

In Italia sono diventato “Gila” e lascio con dispiacere. Con dispiacere perché a Genova Gasperini ha spinto per la mia cessione, follia. E poi perché gli attaccanti sopra i trent’anni sono considerati vecchi: agli allenatori italiani servirebbero più apertura mentale e meno stereotipi. Klose, a 36, è con la sua nazionale in finale al
Mondiale. Mi sono detto che posso ancora farcela (rifarcela) anch’io. (…) Dispiace che il livello del campionato sia un po’ ribassato e dispiace che tante società non abbiano azzardato un pensiero me. Con la mia partenza dare un segnale.

Gila ha annunciato l’intenzione di tornare in Italia tra due anni e mezzo (quando sarà scaduto l’accordo con la squadra allenata da Marcello Lippi) per inseguire “il traguardo dei 200 gol in A”. A proposito della mancata convocazione da parte di Cesare Prandelli per i Mondiali in Brasile, l’attaccante ha assicurato di non aver ancora superato lo choc. Le sue parole lo dimostrano:

Ho fatto esame di coscienza e so avere colpe, visto anche sono andate le cose. Prandelli mi ha lanciato nel Parma e non cambio certo giudizio di lui, ma la delusione umana è stata profonda. Una telefonata la meritavo. Nel gruppo non c’era un animale d’area, io, Toni, Di Natale, Destro, lo stesso Rossi tutti a casa. Balotelli e Immobile non lo sono. Anche dai ragazzi ho ricevuto un solo sms, il calcio è questo, pochi amici veri.

Insomma, con delusione e rabbia, l’ex di, tra le altre, Parma, Fiorentina, Milan emigra (anche per il bene economico del Genoa, ha precisato) e si trasferisce al Guangzhou Evergrande che lo ha acquistato per 5 milioni di euro. A Canton andrà ad abitare nello stesso grattacielo di Alessandro Diamanti, sopra un centro commerciale con servizi e ristoranti italiani:

Almeno all’inizio avrò un autista e un traduttore sempre con me. Ginevra, la mia bimba più grande, andrà in prima elementare alla scuola americana. Imparerà inglese e cinese. Gemma all’asilo e Giulia, un anno e mezzo, a casa. Alice, mia moglie, era giustamente scettica: l’ho convinta. La Cina sarà una grande occasione di crescita personale e culturale per tutti, per noi e per le bambine che fra due anni potranno aver imparato altrettante lingue. C’è chi è costretto a spostarsi ogni sei mesi facendo tutto un altro tipo di lavoro. Noi avremo il privilegio di poter tornare e raccontare una storia. Con la Cina sento di far loro un grande regalo.

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ultimo aggiornamento: 12-07-2014


Rassegna stampa 12 luglio 2014: prime pagine di Gazzetta, Corriere e Tuttosport

La Serie A degli stranieri: ben 60 quelli inutili