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Maldini contro i tifosi del Milan!

Pubblicato: 21 set 2007 da Michele

Commenti dei lettori

Paolo MaldiniPaolo Maldini, a margine della bella prova contro il Benfica martedì sera, durante la conferenza stampa non le manda a dire e se la prende con i tifosi, giudicati ingrati.

Come segnalato da un’intervista pubblicata su Gazzetta.it, al capitano rossonero non è andato giù l’atteggiamento dei tifosi durante la partita contro il Benfica: nessun coro a sostegno della squadra, poco entusiasmo da parte della curva e le critiche veementi contro Dida o Gilardino.

Paolino Maldini, che nella stessa intervista annuncia il ritorno entro un mese, esprime tutto il proprio rammarico: non comprende come mai dal derby di ritorno i tifosi siano diventati così freddi, non capisce come mai anche altri settori critichino con fischi sonanti Alberto Gilardino, il cui digiuno dal gol dura da parecchi mesi, e Nelson Dida.

San Siro è sempre stato magico: adesso stiamo perdendo questa magia.”

Questa frase è inequivocabilmente rivelatrice delle sensazioni che da fuori sta vivendo il capitano rossonero che comunque non nega qualche notizia anche sul suo ritorno.

Tornerò fra un mese“, dice. E approfitta anche per assegnare il suo personale Pallone D’oro a Kakà, ma sarebbe contento anche se lo vincesse Andrea Pirlo.

Come con Franco Baresi, quando Paolo smetterà di giocare, il Milan ritirerà la maglia, in questo caso, numero 3. Ma quando arriverà questa data?
Maldini annuncia che tra febbraio e marzo si incontrerà con la società per decidere sul futuro: un futuro quasi sicuramente rossonero.
Dopo il continua, una galleria fotografica del capitano del Milan, Paolo Maldini.


Paolo Maldini

Gallery di Paolo Maldini
Paolo MaldiniPaolo MaldiniPaolo MaldiniPaolo MaldiniPaolo MaldiniPaolo MaldiniPaolo Maldini

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39 commenti

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  • Maldini contro i tifosi del Milan!

    20 set 2007 - 22:39 - #1
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    […] […]

  • Uccio

    20 set 2007 - 23:20 - #2
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    Paolo Maldini è uno dei migliori calciatori di tutti i tempi. Lo metto nell’Olimpo del calcio con Pelè, Maradona, Van Basten, Platini e Beckebauer.
    Ma soprattutto è un Uomo con la U maiuscola!

  • gesu'

    20 set 2007 - 23:22 - #3
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    da solo ha vinto piu’ coppe dei campioni di quelle che hanno vinto inter e juve insieme in tutta la loro storia.incredibile

  • […] Come con Franco Baresi, quando Paolo smetterà di giocare, il Milan ritirerà la maglia, in questo caso, numero 3. Ma quando arriverà questa data? Maldini annuncia che tra febbraio e marzo si incontrerà con la società per decidere sul futuro: un futuro quasi sicuramente rossonero. Dopo il continua, una galleria fotografica del capitano del Milan, Paolo Maldini. […]

  • Profilo di Maya27

    Maya27

    20 set 2007 - 23:40 - #5
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    Ma avete solo questa di foto di Maldini O_O

    cmq Maldini un grande, non parla mai a vanvera!!!!

  • ermesq

    20 set 2007 - 23:50 - #6
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    ma come si permette il signor maldini a dire certe cose dei tifosi milanisti che secondo lui non vanno bene.e una vergogna. detto da uno che e stato il capitano del milan per tanti anni poi…

  • Profilo di Antonio C.

    Antonio C.

    21 set 2007 - 09:39 - #7
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    Non sono d’accordo sulla politica di “ritirare la maglia” se non in casi estremi (come la morte di Puerta ad esempio) Se uno è stato un grande (grandissimo nel caso di Maldini ) giocatore, questo non significa che in un futuro piu’ o meno prossimo ( il calcio esistera’ anche fra 100 anni) non possa esistere un giocatore altrettanto bravo in quel ruolo che magari non potra’ esibirsi con quel numero ( il 3 il 6 nel milan , il 10 nel napoli, l’11 nel cagliari)sulle spalle perche’ si è deciso di ritirare la maglia.

  • gesu'

    21 set 2007 - 10:30 - #8
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    secondo me è un modo per ricordare un gicatore che ha fatto la storia con quella maglia
    ed è giusto farlo

  • Profilo di bodo 4

    bodo 4

    21 set 2007 - 10:35 - #9
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    ermesq:
    come si permette a criticare i tifosi del milan??
    E’ il capitano del milan, il simbolo della milano rossonera, il suo compito oltre a prendere a calci un pallone, è tutelare i suoi compagni, da 4 sfigati che fischiano 2 giocatori in difficoltà.
    Bel tifoso che sei….

  • […] C’è qualcosa che non va nei rapporti fra il Milan ed i suoi tifosi e il problema pare avere radici profonde che nulla hanno a che vedere con le prestazioni deludenti di un paio di giocatori. Sembra incredibile ma la squadra Campione d’Europa subisce una sorta di “sciopero del tifo” attuato da una parte della sua Curva: la situazione è divenuta talmente insostenibile che Capitan Maldini, come vi avevamo raccontato, è sceso nel campo dello scontro polemico mettendoci la faccia. Le ragioni del dissenso? Soldi, biglietti e privilegi che la società, ottemperando al Decreto Amato si rifiuta di concedere agli Ultras. […]

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  • Profilo di silver86

    silver86

    21 set 2007 - 11:56 - #12
    1 punto
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    d’accordissimo con il capitano

  • milanista

    21 set 2007 - 12:19 - #13
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    e una vergona che dei tifosi milanisti criticano il milan dopo le soddisfazioni che ha sempre regalato il milan…e solo per delle sonvenzioni o biglietti gratis questi non sono tifosi ma mercenari. in questo caso cari tifosi del milan prendete esempio dai tifosi del inter quelli si che sono tifosi e lo dice una milanista

  • Profilo di Borrellino 88

    Borrellino 88

    21 set 2007 - 13:39 - #14
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    questi milanisti sono tutte teste di ca**o. Sanno solo criticare. Ha ragione Paolino ad incavolarsi

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    […] Match più interessante della giornata la trasferta dei Campioni in carica dello Stoccarda sul campo del Werder Brema, in programma per oggi alle 15.30. Le due squadre sono partite decisamente male viste le aspettative e nessuna delle due sembra in grado di rivaleggiare fino alla fine con lo squadrone bavarese del Bayern Monaco. Anche l’esordio in Champions League non è stato felice e se il Brema può avere la scusante di aver perso al Santiago Bernabeu la sconfitta dello Stoccarda ad Ibrox con i Rangers appare un discreto segnale d’allarme. […]

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    01 ott 2007 - 05:48 - #34
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    01 ott 2007 - 05:48 - #35
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  • Milan: basta scuse!

    01 ott 2007 - 13:00 - #36
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    […] Sette punti sui 18 a disposizione nelle prime sei giornate di campionato. Una sola vittoria all’attivo: all’esordio di Marassi contro il Genoa, eravamo ancora ad Agosto. La miseria di 8 goal all’attivo, nessuno da parte degli attacanti (considerando Kakà un trequartista), ben sei subiti; cinque punti in meno rispetto all’avvio, già non esaltante, della scorsa stagione. Sette lunghezze dalla vetta, vedono il Milan già fuori dal giro scudetto, ad oggi. Ovviamente nulla vieta che i rossoneri possano rientrarvi in quel giro, in fondo ci sono ancora da giocare 32 partite. Sono molteplici le considerazioni da fare. La squadra di Ancelotti, tra le grandi, ha avuto l’avvio, sulla carta, più agevole: la Fiorentina in casa e il Palermo in trasferta, i due ostacoli maggiori. Pensate alla Roma, che ha già ospitato Inter e Juve ed è andata a far visita a viola e rosanero, tanto per fare un esempio. Non vogliamo fare le solide valutazioni disfattiste, parlando di una squadra da rifondare, di un gruppo vecchio e logoro o altri luoghi comuni, con il rischio di essere poi smentiti a fine stagione. Il Milan ha fornito anche prestazioni confortanti, leggi Siviglia, Genoa, Benfica, Palermo e i primi tempi contro Fiorentina e Parma: è una squadra che si conosce a memoria, il che è sia un punto di forza che un limite. Forse sarebbe il caso di cambiare qualcosa. Ancelotti schiera il suo undici con lo stesso modulo da sempre, ma un conto è avere Shevchenko e Crespo davanti e un conto è avere Inzaghi e Gilardino. Intendiamoci, tanto di cappello a Superpippo ma, fino a prova contraria, il bomber è a quota zero in campionato, al pari del bistrattato Gila, al quale spesso, vengono concessi pochi minuti che vanno ad incrementare statistiche sconfortanti. E pensare che il procuratore Oscar Damiani ha recentemente dichiarato che, con modalità e tempistiche diverse, la società di via Turati, si era già accaparata le prestazioni di Toni, Van Nistelrooy e Trezeguet, salvo poi decidere di puntare sugli attaccanti già in rosa. Ma questo è relativo: la Fiorentina, tanto per fare un nome qualsiasi, davanti presenta Pazzini e Osvaldo (chi?) eppure la palla la buttano dentro. Che sia davvero un problema di mentalità, di stimoli, di concentrazione? Se così fosse, credo che il danno maggiore lo abbia fatto (e continui a farlo) Galliani, presentando il suo faccione in TV, per sbandierare l’obiettivo primario del Milan che è e rimane la Champions League, come se bastasse una dichiarazione di volontà per assicurarsi il trofeo. E allora perchè iscriversi al campionato, perchè spremere gli uomini migliori per un trofeo minore? La verità è che in casa rossonera, non sanno più che pesci pigliare e ogni dichiarazione ha l’obiettivo (comprensibile e lodevole) di non destabilizzare l’ambiente. Ma comincia a serpeggiare un po’ di malumore tra i tifosi che non ci stanno a gettare la spugna già al 30 di settembre. E allora su la testa di Milan: più cattiveria, più convinzione. Vogliamo una squadra protagonista fino all’ultimo anche in Italia, non fosse altro per aggiungere lustro al Campionato. Tanto più che la storia dimostra che bastano sei minuti per uscire dall’Europa. postato da Mdf il lunedì 01 ottobre 2007 in: […]

  • Milan: basta scuse!

    01 ott 2007 - 13:00 - #37
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    […] Sette punti sui 18 a disposizione nelle prime sei giornate di campionato. Una sola vittoria all’attivo: all’esordio di Marassi contro il Genoa, eravamo ancora ad Agosto. La miseria di 8 goal all’attivo, nessuno da parte degli attacanti (considerando Kakà un trequartista), ben sei subiti; cinque punti in meno rispetto all’avvio, già non esaltante, della scorsa stagione. Sette lunghezze dalla vetta, vedono il Milan già fuori dal giro scudetto, ad oggi. Ovviamente nulla vieta che i rossoneri possano rientrarvi in quel giro, in fondo ci sono ancora da giocare 32 partite. Sono molteplici le considerazioni da fare. La squadra di Ancelotti, tra le grandi, ha avuto l’avvio, sulla carta, più agevole: la Fiorentina in casa e il Palermo in trasferta, i due ostacoli maggiori. Pensate alla Roma, che ha già ospitato Inter e Juve ed è andata a far visita a viola e rosanero, tanto per fare un esempio. Non vogliamo fare le solide valutazioni disfattiste, parlando di una squadra da rifondare, di un gruppo vecchio e logoro o altri luoghi comuni, con il rischio di essere poi smentiti a fine stagione. Il Milan ha fornito anche prestazioni confortanti, leggi Siviglia, Genoa, Benfica, Palermo e i primi tempi contro Fiorentina e Parma: è una squadra che si conosce a memoria, il che è sia un punto di forza che un limite. Forse sarebbe il caso di cambiare qualcosa. Ancelotti schiera il suo undici con lo stesso modulo da sempre, ma un conto è avere Shevchenko e Crespo davanti e un conto è avere Inzaghi e Gilardino. Intendiamoci, tanto di cappello a Superpippo ma, fino a prova contraria, il bomber è a quota zero in campionato, al pari del bistrattato Gila, al quale spesso, vengono concessi pochi minuti che vanno ad incrementare statistiche sconfortanti. E pensare che il procuratore Oscar Damiani ha recentemente dichiarato che, con modalità e tempistiche diverse, la società di via Turati, si era già accaparata le prestazioni di Toni, Van Nistelrooy e Trezeguet, salvo poi decidere di puntare sugli attaccanti già in rosa. Ma questo è relativo: la Fiorentina, tanto per fare un nome qualsiasi, davanti presenta Pazzini e Osvaldo (chi?) eppure la palla la buttano dentro. Che sia davvero un problema di mentalità, di stimoli, di concentrazione? Se così fosse, credo che il danno maggiore lo abbia fatto (e continui a farlo) Galliani, presentando il suo faccione in TV, per sbandierare l’obiettivo primario del Milan che è e rimane la Champions League, come se bastasse una dichiarazione di volontà per assicurarsi il trofeo. E allora perchè iscriversi al campionato, perchè spremere gli uomini migliori per un trofeo minore? La verità è che in casa rossonera, non sanno più che pesci pigliare e ogni dichiarazione ha l’obiettivo (comprensibile e lodevole) di non destabilizzare l’ambiente. Ma comincia a serpeggiare un po’ di malumore tra i tifosi che non ci stanno a gettare la spugna già al 30 di settembre. E allora su la testa di Milan: più cattiveria, più convinzione. Vogliamo una squadra protagonista fino all’ultimo anche in Italia, non fosse altro per aggiungere lustro al Campionato. Tanto più che la storia dimostra che bastano sei minuti per uscire dall’Europa. postato da Mdf il lunedì 01 ottobre 2007 in: […]

  • Milan: basta scuse!

    01 ott 2007 - 13:00 - #38
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    […] Sette punti sui 18 a disposizione nelle prime sei giornate di campionato. Una sola vittoria all’attivo: all’esordio di Marassi contro il Genoa, eravamo ancora ad Agosto. La miseria di 8 goal all’attivo, nessuno da parte degli attacanti (considerando Kakà un trequartista), ben sei subiti; cinque punti in meno rispetto all’avvio, già non esaltante, della scorsa stagione. Sette lunghezze dalla vetta, vedono il Milan già fuori dal giro scudetto, ad oggi. Ovviamente nulla vieta che i rossoneri possano rientrarvi in quel giro, in fondo ci sono ancora da giocare 32 partite. Sono molteplici le considerazioni da fare. La squadra di Ancelotti, tra le grandi, ha avuto l’avvio, sulla carta, più agevole: la Fiorentina in casa e il Palermo in trasferta, i due ostacoli maggiori. Pensate alla Roma, che ha già ospitato Inter e Juve ed è andata a far visita a viola e rosanero, tanto per fare un esempio. Non vogliamo fare le solide valutazioni disfattiste, parlando di una squadra da rifondare, di un gruppo vecchio e logoro o altri luoghi comuni, con il rischio di essere poi smentiti a fine stagione. Il Milan ha fornito anche prestazioni confortanti, leggi Siviglia, Genoa, Benfica, Palermo e i primi tempi contro Fiorentina e Parma: è una squadra che si conosce a memoria, il che è sia un punto di forza che un limite. Forse sarebbe il caso di cambiare qualcosa. Ancelotti schiera il suo undici con lo stesso modulo da sempre, ma un conto è avere Shevchenko e Crespo davanti e un conto è avere Inzaghi e Gilardino. Intendiamoci, tanto di cappello a Superpippo ma, fino a prova contraria, il bomber è a quota zero in campionato, al pari del bistrattato Gila, al quale spesso, vengono concessi pochi minuti che vanno ad incrementare statistiche sconfortanti. E pensare che il procuratore Oscar Damiani ha recentemente dichiarato che, con modalità e tempistiche diverse, la società di via Turati, si era già accaparata le prestazioni di Toni, Van Nistelrooy e Trezeguet, salvo poi decidere di puntare sugli attaccanti già in rosa. Ma questo è relativo: la Fiorentina, tanto per fare un nome qualsiasi, davanti presenta Pazzini e Osvaldo (chi?) eppure la palla la buttano dentro. Che sia davvero un problema di mentalità, di stimoli, di concentrazione? Se così fosse, credo che il danno maggiore lo abbia fatto (e continui a farlo) Galliani, presentando il suo faccione in TV, per sbandierare l’obiettivo primario del Milan che è e rimane la Champions League, come se bastasse una dichiarazione di volontà per assicurarsi il trofeo. E allora perchè iscriversi al campionato, perchè spremere gli uomini migliori per un trofeo minore? La verità è che in casa rossonera, non sanno più che pesci pigliare e ogni dichiarazione ha l’obiettivo (comprensibile e lodevole) di non destabilizzare l’ambiente. Ma comincia a serpeggiare un po’ di malumore tra i tifosi che non ci stanno a gettare la spugna già al 30 di settembre. E allora su la testa di Milan: più cattiveria, più convinzione. Vogliamo una squadra protagonista fino all’ultimo anche in Italia, non fosse altro per aggiungere lustro al Campionato. Tanto più che la storia dimostra che bastano sei minuti per uscire dall’Europa. postato da Mdf il lunedì 01 ottobre 2007 in: […]

  • […] Il gol nel secondo tempo di Sergio Ramos regala tre punti d’oro al Real. La capolista nel finale potrebbe addirittura arrotondare con Julio Baptista, ma il tiro del brasiliano si stampa sul palo. Solo il conto dei legni è in pareggio tenendo conto della traversa colpita dal Getafe nel recupero. Il Real Madrid ha avuto un percorso simile a quello della Roma in Italia: prestazioni convincenti, gol e spettacolo fino alla prima di Champions League, poi il calo. Per gli spagnoli i danni in classifica sono stati contenuti da una buona dose di fortuna, un calendario non proibitivo con Valladolid, Betis Sevilla e, appunto, Getafe e quella mentalità cinica eredità evidente della gestione Capello. […]