Gilardino. Bega legale tra Parma e Verona

Gilardino ai tempi di Parma E’ iniziata quella che si annuncia essere una lunga querelle tra Parma e Verona a proposito della cessione di Gilardino al Milan da parte del Parma FC la scorsa estate. Nell’estate del 2002, infatti, all’atto dell’acquisto della punta della Nazionale da parte dell’allora Parma AC, fu sottoscritta una scrittura privata in cui il Parma si impegnava a versare alla società scaligera la metà dei soldi incassati da un’eventuale futura cessione del giocatore.
Ai tempi Gilardino era poco più che una giovane promessa e, per quanto in tanti scommettessero su di lui, non era immaginabile che di lì a pochi anni sarebbe stato valutato 24 milioni di euro, tale la cifra versata dal Milan per averlo. Di qui il contenzioso che vede da una parte il Verona che, forte dell’atto firmato dal presidente Pastorello e da Stefano Tanzi e Arrigo Sacchi per il Parma, vuole gli venga riconosciuto il diritto di incassare i 12 milioni di euro spettanti.
Su queste basi, il presidente Pastorello ha citato in giudizio sia il “vecchio” Parma AC ora in amministrazione straordinaria in quanto inadempiente, sia il “nuovo” Parma FC in quanto titolare del cartellino di Gilardino al momento della cessione. Va infatti ricordato, per chiarire un po’ la vicenda, che dopo l’ammissione della Parmalat e delle società controllate (tra cui Parma AC) all’amministrazione straordinaria in base al decreto Marzano e il relativo congelamento dei loro debiti, è stato creato il Parma FC (di cui Parma AC è unico azionista) cui sono stati attribuiti tutti gli attivi della vecchia società, incluso evidentemente il parco giocatori.
La difesa delle due società (cioè Parma FC e Parma AC in a.s.) si muove su due fronti: i legali di Parma AC eccepiscono che la domanda del Verona andava presentata al giudice fallimentare e non ordinario proprio perché la società è in amministrazione straordinaria. Il Parma FC, che in pratica ha acquisito il giocatore a costo zero, non ritiene di essere vincolato ad alcun accorso con il Verona, da cui in realtà non ha acquistato nessuno.
Proprio lunedì a Parma si è tenuta la prima udienza davanti al giudice Pietro Iovino che tuttavia ha rinviato le parti al 12 giugno, una data in cui il Parma FC (secondo i rumors) dovrebbe avere un nuovo proprietario e in cui il giudice Iovino dovrebbe già essere passato al Tribunale di Modena, lasciando la mano al suo successore. Non si prevedono comunque tempi brevi: tra udienze, chiarimenti e raccolta di prove la sentenza potrebbe arrivare solo tra un anno.

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