Prandelli: "Il Galatasaray mi aveva promesso acquisti"

Cesare Prandelli è ormai da giorni e giorni sulla graticola in Turchia: i tifosi del Galatasaray non sono affatto contenti dell’andamento della squadra e nemmeno la stampa locale è tenera nei confronti dell’ex CT della nazionale italiana. Accasatosi in Turchia il giorno dopo la fine dell’esperienza azzurra ai Mondiali, Prandelli si è probabilmente imbarcato in un’avventura più complicata del previsto, se è vero che perfino uno dal carattere tosto come Roberto Mancini aveva dovuto alzare bandiera bianca. Ieri, intanto, alla vigilia della sfida in trasferta contro l’Anderlecht (in Champions il Galatasaray ha solo un punto dopo tre sconfitte e un pareggio), il tecnico italiano si è sfogato raccontando la sua verità.

Il club di Istanbul è già fuori dalla Champions e in campionato sta rendendo ampiamente al di sotto delle attese, ma Prandelli non ci sta a far la parte del capro espiatorio. In estate, quando aveva sposato il progetto del Galatasaray, gli erano stati prospettati importanti investimenti, pescando proprio dal campionato italiano. Le casse societarie, però, si sono rivelate ben presto vuote, tanto che diversi calciatori della rosa hanno fin qui lamentato il mancato pagamento degli stipendi:

"Il nostro ex presidente - rivela Prandelli al sito ufficiale del Galatsaray - mi ha convinto con un progetto importante e innovativo per competere con i top club europei. Abbiamo avviato alcune operazioni di mercato come Pato e Ibarbo, ma poi Mr. Ebru mi ha comunicato che non c'erano i soldi necessari".

Galatasaray AS Training and Press Conference

Prandelli sottolinea di non avere alcuna intenzione di sottrarsi alle proprie responsabilità, ma non accetta che tutte le colpe siano scaricate su di lui:

"Voglio chiarire alcune questioni. Mi prendo tutte le responsabilità del momento attuale. Abbiamo costruito uno staff e una rosa per migliorare la scorsa stagione. Avevamo nel mirino anche Doria, Balanta, Marcelo e Douglas - continua - , avevamo cominciato a trattare il trasferimento di Campbell e Song. Volevamo acquistare almeno due di questi giocatori. Successivamente, mi è stato comunicato da Mr. Ebru, in modo amichevole, che non avevamo abbastanza soldi per queste operazioni. Il Presidente ha continuato a proporre alcuni nomi, dicendo che i problemi sarebbero stati superati. Sapete tutti quello che è successo dopo. E così, abbiamo accettato la situazione e abbiamo continuato a lavorare per ottenere il massimo dalla squadra che abbiamo. Sapevamo che non sarebbe stato facile. Il Presidente ha criticato il nostro gioco e poi si è dimesso senza troppe spiegazioni. La nuova amministrazione sta lavorando per migliorare questa difficile situazione".

In queste ore sono circolate voci di un possibile esonero o addirittura di dimissioni da parte di Cesare Prandelli, eventualità che il tecnico esclude. Nonostante le difficoltà l’ex ct della nazionale italiana è convinto di potersela giocare magari retrocedendo in Europa League, mentre in campionato la classifica è corta e ancora può succedere di tutto:

"Ora dico alcune cose: il mio contratto non è legato ad alcuna condizione. Al contrario, sono venuto qui per vincere, non per fare soldi. Il mio passato parla chiaro: mi sono sempre preso le mie responsabilità e non mi aspetto mai qualcosa in cambio. Io lavoro duramente per raggiungere successi storici qui, e ringrazio tutti coloro che finora hanno contribuito. Sono convinto che possiamo ancora raggiungere i nostri obiettivi".

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