Cinque ultras laziali sono stati deferiti all’autorità giudiziaria, e saranno raggiunti da daspo, dalla Questura di Belluno per aver causato gli incidenti del 26 luglio scorso ad Auronzo di Cadore, prima dell’incontro amichevole tra Lazio e Perugia. Un gruppo di tifosi era riuscito ad abbattere la recinzione che delimitava lo spazio riservato ai tifosi del Perugia e alcuni avevano cominciato a lanciare pietre e altri oggetti. L’intervento delle forze dell’ordine aveva impedito il contatto tra le tifoserie. La polizia ha ricostruito i minuti successivi all’arrivo di un pullman dove viaggiavano un gruppo di ultras laziali giunto da Roma.

Il mezzo, giunto nei pressi del campo sportivo di Auronzo, aveva deciso di non entrare nella struttura per assistere alla partita ma si era portato a ridosso delle recinzioni del settore est del campo destinato ad ospitare i tifosi del Perugia, una ventina di persone, “con il chiaro intento di cercare lo scontro con questi ultimi” spiega la questura. Il gruppo di esagitati era munito di bastoni, pietre ed oggetti contundenti di vario tipo, ha abbattuto le barriere di protezione del campo.

Un’azione frenata dallo schieramento di polizia e carabinieri in servizio di ordine pubblico. E’ stato necessario anche l’uso di gas lacrimogeni. Le fasi degli scontri sono state riprese da personale della Polizia scientifica di Belluno. Sono stati deferiti all’autorità giudiziaria per l’articolo 6 bis comma 1 e 2 della legge 13 dicembre 1989 n. 401 (lancio o utilizzo di bastoni, oggetti contundenti in occasione di manifestazioni sportive ed indebito superamento di recinzione dell’impianto) V. A. di anni 27, B.F. di anni 33, D.C. A. di anni, M.D. di anni 22, C.D. di anni 34. Per gli stessi il questore di Belluno adotterà la misura di divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive.

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ultimo aggiornamento: 29-11-2014


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