La Fiorentina è diventata grande


Prendete la passione di una città intera, unitela con le capacità di pianificare di Corvino e dei Della Valle, mischiate con l'intelligenza di un allenatore e aggiunte infine la classe di giocatori giovani e non più giovani: shakerando il tutto ne verrà fuori un sorprendente cocktail, una bevanda che qualche anno fa non era neppure immaginabile dai palati nostrani. Questo drink irresistibile si chiama Fiorentina.

Correva la stagione 2001/02 e la sciagurata gestione Cecchi Gori, che nonostante milioni di debiti non fece mai volare la Fiorentina appieno, pareva ormai al capolinea: non erano più solo le finanze a preoccupare, ma anche il campo cominciava a deprimere i tifosi fiorentini che quell'anno assistettero a un declino raccapricciante. Dalla sconfitta all'esordio al Franchi contro la matricola Chievo Verona passarono solo 9 mesi ed ecco che la Viola si trovò dritta in serie B, retrocessa nonostante un Adriano che cercò di raddrizzare una stagione che dire storta è forse poco. Dunque Serie B? Neanche per sogno. La stagione successiva la gloriosa Fiorentina scomparve per rinascere sotto nuove spoglie: Florentia Viola, squadra di Serie C2, a sgomitare a Gubbio per risalire lentamente la china.

Coloro che assicurarono la continuità del calcio a Firenze si chiamavano e si chiamano Diego e Andrea Della Valle e quando 5 anni fa si misero al timone del club non era neanche ipotizzabile il futuro: era gente nuova, ricca ma inesperta, e la C2 era davvero molto in basso nella gerarchia del calcio che conta. Gli allenatori Vierchowod e Cavasin si diedero la staffetta e fu soprattutto grazie al secondo che la Florentia poté lasciarsi subito alle spalle quella categoria, grazie ai gol di Riganò e all'esperienza di Di Livio, pochi mesi prima in Corea e Giappone a giocarsi un mondiale. I meriti sportivi spinsero più o meno a furor di popolo la squadra direttamente in B, serie più tignosa dove i lungimiranti Della Valle si affidarono a un pratico e appassionato Mondonico: sesto posto per la nuova Fiorentina e vittoria nello spareggio contro il Perugia, con l'eroe Fantini.

Banco di prova Serie A: società nuova e giocatori reduci dalla C, campagna acquisti un po' amorfa frutto della voglia di fare bene da subito e tre allenatori in una sola annata. Mondonico, poi Buso, quindi Zoff: la salvezza arrivò solo all'ultima giornata con una bella vittoria sul Brescia in un Franchi gremito. La Viola a questo punto giunse a un bivio e a distanza di due anni e mezzo si può tranquillamente dire che i Della Valle imboccarono la via giusta: rimanere una provinciale spendacciona o diventare grande tra i grandi? La sfida non era facile ma l'esperienza fatta in Serie A era già un buon banco di prova da dove partire; non c'era più il problema del battesimo, bisognava solo programmare senza isterismi e con intelligenza, nessuna fretta e tanta fiducia verso i campioni di domani. Pazzini, Montolivo, Pazienza, Donadel, Frey, Fiore, Toni: l'esperto ds Corvino puntò su giocatori affidabili e potenzialmente molto forti per costruire insieme a Prandelli un team capace di amalgamarsi in poco tempo e di diventare grande. Con un'oculata gestione degli ingaggi e con attenzione particolare alla data di nascita dei giocatori, i Della Valle oggi possono considerarsi presidenti modello di una squadra che gira e che è destinata a girare, anche grazie a un rinnovamento mirato (dai giovane Hable, Vanden Borre e Lupoli, ai più esperti Mutu, Semioli e Liverani, fino ad arrivare al risorto Vieri).

Due qualificazioni in Champions di fila, svilite da Calciopoli in cui la Fiorentina probabilmente ne uscì estremamente penalizzata, gol, punti e un gioco frizzante rendono questa squadra una realtà ormai assodata del calcio italiano, unica a non aver mai perso ancora quest'anno tra le compagini nostrane. Potenzialmente il Palermo era candidato a fare lo stesso ma la brama di mangiare allenatori da parte di Zamparini, la fumosità di Foschi e la poca pianificazione a lungo termine stanno rendendo i rosanero una buona squadra e niente più; staremo a vedere cosa saprà fare il duo De Laurentis-Marino per il Napoli. La realtà è che ieri sera la Fiorentina ha vinto ancora ed è ancora lassù; se a maggio dovesse scalzare tutti ormai nessuna si meraviglierà: d'altra parte ci sentivamo brilli già dopo i primi sorsi.

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