Napoli: Rigore sbagliato? Marino difende Calaiò

Il pareggio interno con la Reggina di ieri ha lasciato l'amaro in bocca al Napoli. La squadra partenopea, nonostante il gol arrivato in extremis grazie all'opportunismo e alla freddezza Ezequiel Lavezzi che ha fatto esplodere i 40 mila del San Paolo, non può essere del tutto soddisfatta. Ci sono degli alibi, la grande prestazione del portiere avversario Campagnolo, tante occasioni sciupate soprattutto nel primo tempo. Poi c'è un altro elemento da non sottovalutare: i calabresi arrivavano a Napoli con il nuovo tecnico Renzo Ulivieri che in settimana ha sostituito Ficcadenti, ad avevano nuovi stimoli oltre alla disperata necessità di trovare punti salvezza, ma rimane la delusione per una partita che sul piano del gioco gli azzurri avrebbero meritato di vincere.

Pesa il calcio di rigore fallito da Emanuele Calaiò che si è fatto ipnotizzare da Campagnolo quando il risultato era ancora sfavorevole al Napoli, pesa ancora di più perchè il bomber della doppia promozione ha chiesto al rigorista designato, quel Domizzi infallibile contro Buffon, di poterlo calciare al suo posto. Doveva essere la rete che sbloccava la stagione di Calaiò, accantonato da Reja per far spazio a Lavezzi e Zalayeta, spesso quarta scelta anche dietro al Pampa Sosa, invece diventa solo un altro capitolo del brutto inizio dell'attaccante nel nuovo Napoli della Serie A.

La società non ci sta a crocifiggere il "responsabile dell'errore", presumibilmente già depresso dalla sua situazione attuale, e fa quadrato attorno al suo bomber. Pierpaolo Marino, Direttore Generale del Napoli, è chiaro in merito:


Rigore? Ci sta che un attaccante voglia segnare e quindi ci teneva a batterlo, non è detto che Domizzi lo segnava. Dico che non è il caso di prendersela con questo ragazzo che sta dando tutto per prendersi i suoi spazi.


Anche Edy Reja l'aveva difeso "a caldo" subito dopo la partita:

Chi non se la sente può lasciare il rigore ad un altro rigorista. Domizzi era in fase difensiva, Calaiò ha preso il pallone e poi Domizzi mi ha detto che lo tirava Calaiò. Si è preso questa responsabilità, è andata male ma gli staremo vicino perchè è un patrimonio della società.

Insomma, il Napoli non dimentica i quasi 40 gol realizzati da Calaiò fra l'inferno della C e il purgatorio della Serie B, la gratitudine resta e non si scalfisce per un episodio sfortunato, ma l'attaccante ha certamente "bruciato" una bella chance (peraltro voluta e cercata) per sbloccarsi e mettersi in mostra guadagnando il diritto ad una maggiore alternanza con quel Marcelo Zalayeta già autore di 4 reti da quando è arrivato dalla Juventus.

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