Mastronunzio: La Juventus chiederà l'acquisizione dell'intervista presso il Tnas

25 Agosto 2012 - La notizia è arrivata: la difesa di Antonio Conte, evidentemente in "ritardo" sulla questione, chiederà l'acquisizione dell'intervista di Salvatore Mastronunzio a Sportitalia di fronte al Tnas. Come noto durante la telefonata con Michele Criscitiello l'ex giocatore del Siena ha smentito la ricostruzione fornita da Filippo Carobbio che aveva riferito l'esclusione dell'attaccante a seguito del rifiuto di combinare Albinoleffe - Siena, la partita per la quale Conte è stato squalificato.

Il "documento filmato" costituirà un punto a favore della difesa di Conte se i giudici del tribunale del Coni dovessero ritenere inattendibile Carobbio su questo punto rimarrebbe "soltanto" il "non poteva non sapere" (riferito al patteggiamento di Stellini) per squalificare l'allenatore della Juventus.

Mastronunzio a Sportitalia smentisce la sentenza contro Conte: "Ero infortunato"

L'intervento telefonico della "Vipera" Salvatore Mastronunzio nella trasmissione di Sportitalia condotta da Michele Criscitiello rischia di essere molto pesante "in ottica Tnas" per il caso Conte. Del legame fra Mastronunzio ed Antonio Conte all'interno dell'inchiesta sul Calcioscommesse ne avevamo parlato già in passato, abbiamo approfondito ulteriormente oggi. La sua storia, grazie alle dichiarazioni rese da Filippo Carobbio di fronte al Procuratore Federale, è divenuta fondamentale.

La Corte Federale ha giudicato colpevole Conte per la sola Albinoleffe - Siena (e lo ha assolto per Novara - Siena) sulla base di due elementi: il "non poteva non sapere" che Stellini avesse contattato, tramite Carobbio, i giocatori della squadra bergamasca per accordarsi e la presunta esclusione di Mastronunzio che si opponeva alla combine.

La storia si regge sulle parole del "pentito" che ha ricostruito, soltanto dopo diversi mesi e dopo aver dichiarato che "tutti erano d'accordo", il presunto scontro fra Mastronunzio e Conte che aveva portato all'esclusione del giocatore dalla rosa nelle ultime tre partite. Bene, ci eravamo domandati come mai Palazzi non avesse più chiesto conferma allo stesso Mastronunzio di questi fatti. La ragione, evidentemente, è che Mastronunzio non avrebbe confermato. Pur non avendo alcun interesse a farlo, nella sua posizione di squalificato (per 4 anni a causa di due tentati illeciti sportivi avvenuti nella stagione precedente, quando giocava nell'Ancona), l'attaccante gli avrebbe ribadito che di combine organizzate con la complicità di Conte non sapeva nulla, che la storia della sua "cacciata" perché avrebbe chiesto di "dare punti anche all'Ascoli" è una fesseria bella e buona.

Mastronunzio, proprio come detto da Conte nella sua audizione, non faceva più parte del gruppo dei titolari da diverse settimane. Era stato progressivamente escluso dalla rotazione finendo spesso in panchina ed entrando in poche partite, ma soprattutto alla vigilia di Ascoli - Siena si infortunò e per questo non venne convocato per le ultime gare.

Le sue parole, nella telefonata con Sportitalia, sono chiarissime:

Mi sono infortunato a tre giornate dalla fine, quindi dopo la vittoria del campionato contro il Torino; la settimana successiva, il venerdì mi pare, mi sono infortunato. Quindi non è che sono stato messo da parte volontariamente o fuori rosa da qualcuno. Io mi sono semplicemente infortunato. Lo hanno scritto anche sul sito del Siena che ero infortunato. Non capisco tutte queste cose. Poi, soprattutto, il discorso che ha fatto prima sull'Ascoli, io da ex giocatore dell'Ancona, dove ho fatto tre anni stupendi, dove ero un idolo, avrei chiesto di dare la partita all'Ascoli. Mi sembrano tutte delle cose fuori luogo. Il mio rapporto con Conte posso dire che è stato buono, tranquillo. Normale che era l'allenatore del Siena, dove c'erano tanti giocatori importanti; lui faceva delle scelte e chi chiamava in campo cercava di dare il meglio per la squadra e per l'obiettivo che ci eravamo prefissati all'inizio del campionato. Mi ricordo bene perchè avevamo vinto il campionato col Torino alla quart'ultima di campionato. Poi era un periodo in cui giocavo poco e le ultime partite mi sarebbero servite per fare anche qualche altro gol e rimettermi in mostra dopo un periodo in cui avevo giocato poco, nel girone di ritorno. Poi dalla partita di Ascoli in poi, io il giorno prima mi sono fatto male, mi sono procurato uno stiramento e ho dovuto saltare le restanti partite.

Mastronunzio ha anche parlato della sua situazione personale e del suo rapporto con Carobbio:

Carobbio a me sembrava un ragazzo talmente tranquillo, quindi... ormai tutte le idee che mi potevo essere fatto su alcuni calciatori, vengono smontate. Quindi non mi farò più un'idea su nessuno. Sono sempre stato diffidente su tutti, su tutto questo mondo. A me sembrava un ragazzo tranquillo, invece poi è venuto fuori tutto quello che sappiamo. La mia vita è sicuramente è cambiata, perchè a 33 anni trovarsi dall'oggi al domani con una squalifica di 4 anni, senza il lavoro che ami di più al mondo, è cambiata sicuramente. Adesso ho fatto con l'avvocato l'ultimo ricorso al Tnas sperando di ribaltare qualcosa, però ti ripeto, la cosa che non mi fa dormire la notte è che non ti puoi difendere, ti accusano a parole e basta. Ci vogliono i fatti, le prove. Questa è la cosa più triste e più grave. Tu mi porti le prove e io posso difendermi. Noi con gli avvocati abbiamo chiesto il contraddittorio, ma non è stato accettato. E' una cosa un po' così, non so cosa dire, sto pagando, sto andando avanti con rabbia. Ma vado avanti, perchè la vita continua, sperando che qualcosa cambi al Tnas. Lo sfogo di Conte? In gran parte, se non in tutto, sono d'accordo con lui. Se uno ti accusa deve portare le prove. E poi uno può intavolare la difesa. Se non sono accusato con le prove, ma solo a parole, è difficile difendersi. Poi basta pensare che io ho preso 4 anni per due tentati illeciti, mentre gente che è stata in galera con intercettazioni, con tanto altro, ha preso meno di me. A mio modo di vedere è una cosa scandalosa.

Se Mastronunzio avesse smentito nuovamente Carobbio sarebbe stato difficile giustificare in aula le versioni discordanti per una ragione semplicissima: l'ex attaccante del Siena ha già 4 anni di squalifica e una carriera stroncata, avrebbe avuto tutto l'interesse a collaborare per avere uno sconto, per lui negare di aver contrastato Conte che voleva combinare una partita sarebbe diventato certamente occasione per ottenere uno sconto di pena. Non l'ha fatto.

Foto | © TMNews

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