Milan, la riscossa di Pazzini: "Orgoglioso del rossonero, Inter capitolo chiuso"

Quella di Giampaolo Pazzini, attaccante nel fiore degli anni mai del tutto esploso, è fino ad ora una carriera di incroci: con Antonio Cassano, col quale aveva composto una coppia-gol formidabile ai tempi della Sampdoria, con Riccardo Montolivo, suo compagno all'Atalanta e alla Fiorentina insieme al quale è diventato famoso. Con Fantantonio è stato nei giorni scorsi protagonista di uno scambio clamoroso (come è noto il Pazzo al Milan e il barese all'Inter), col centrocampista di Correggio si è invece ricongiunto in rossonero: "Con Montolivo ho passato tanti bei anni, ritrovarsi qui insieme è bello e spero che potremo toglierci tante belle soddisfazioni". Ha parlato a Milan Channel il nuovo bomber del Diavolo che ha scelto la maglia numero 11:

"Qualsiasi numero andava bene, sono tutti pesanti su questa maglia. Ai tifosi dico che arrivo con una grande voglia di fare e metterò tutto me stesso per dare una mano alla squadra. Speriamo che la maglia del Milan mi porti bene. A me piace poco parlare, penso solo a lavorare bene sul campo e spero di poter fare bene in questa squadra. A chi mi ispiro? Van Basten è stato un attaccante incredibile, ma il Milan ha sempre avuto grandi campioni, come Inzaghi che ci ha messo sempre tanta passione e tanta voglia. Sono orgoglioso di indossare questa maglia perché il Milan ha sempre avuto tanti grandi attaccanti".

E quando si tratta di parlare del recente passato, quello all'altro lato dei Navigli con i colori nerazzurri, il centravanti di Pescia non si nasconde:

"Potrei dire delle cose ma si farebbero polemiche per giorni e non mi va. La sera prima del ritiro ho ricevuto una telefonata in cui mi è stato detto che ero fuori dai giochi poi il giorno dopo mi è stato detto: 'Non farai nessuna amichevole' ma non è stato Stramaccioni. Ho sentito cose un po' così, ma ora guardo avanti. Il mio non è stato uno sfogo, a Pinzolo parlavo tranquillo e sereno. Ho fatto quella dichiarazione perché già sapevo tutto. Ho letto che mi hanno messo fuori rosa dopo quella dichiarazione ma non è vero. Era già deciso, e quella dichiarazione mi è venuta spontanea. Non me l'aspettavo ma sono state scelte loro, io le ho accettate. Ora il Milan, che è il top, io posso camminare a testa alta".

Stessa città, nuova vita, vecchi sogni:

"Sogno di essere decisivo in un derby. Ho molta voglia di fare e di tornare il giocatore che ero cinque mesi fa, anche a livello di Nazionale. Sogno una chiamata di Prandelli".

Foto | © TM News

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