Cesena-Juventus: Il Volo è solo quello di Sanremo

Niente Volo per la Juventus, bloccata a Cesena e capace di sbagliare anche un rigore con Vidal. E' tempo di ruotare gli uomini, Allegri.

La Juventus a Cesena poteva staccare il biglietto per il paradiso, ma ha deciso di lasciare aperto ancora il campionato. Che chiuderlo a febbraio sarebbe stato deleterio per gli ascolti tv (leggasi diritti) e per la gente da stadio. Battute a parte, la Juve ha sprecato l'ennesima grande occasione per lanciare un messaggio chiaro alla Roma: qui non si fanno prigionieri. Lo ha fatto nel modo peggiore, sbagliando pure il rigore del 3-2 con uno spento Vidal.

Ma diciamo una cosa: contro il Cesena, i bianconeri non dovevano ridursi a decidere il destino dagli undici metri. Avrebbero dovuto asfaltare i romagnoli, in particolare dopo aver segnato due volte in sette minuti con Morata e Marchisio. Invece, si sono addormentati. Hanno permesso a Djuric di spadroneggiare. E teniamo presente che il gigante cesenate fino a ieri aveva segnato un solo gol in campionato, mentre ieri ha firmato l'1-0 e ha fornito l'assist per il 2-2 di Brienza. Immarcabile. Forse. Grave errore che Allegri non sia mai riuscito a trovare le contromisure per renderlo inoffensivo.

In fondo, il Cesena giocava all'inglese. Palla lunga per la capoccia di Milan, che poi smistava per le frecce Defrel e talvolta Brienza. Bonucci e compagni ci hanno capito poco. E dire che la Juve aveva subito solo quattro gol in terra nemica finora. E ne ha presi due dalla squadra penultima in classifica. Così non si va da nessuna parte, viene da dire. Anche perché non è la prima prestazione di questo 2015, da parte dei campioni d'Italia, a lasciare perplessi.


Cesena-Juventus 2-2 | Foto Serie A 2014/2015

Cesena-Juventus 2-2 | Foto Serie A 2014/2015
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Dopo lo 0-0 dei giallorossi, la Juve di Antonio Conte avrebbe sbranato l'avversario. Probabilmente, sarebbe stata avanti di 2 - 3 gol già a fine primo tempo. E non si tratta di essere vedovi del salentino, ma di un dato di fatto. Quella Juve azzannava alla gola l'avversario. E il campionato. Chi si fermava - gli inseguitori - era perduto. Oggi non è così. La Roma resta a -7 (con lo scontro diretto da giocare in casa) e la Champions League incombe sulle energie di Madama, apparsa sbruffona ieri sera.

Insomma, il Volo è stato solo quello del Festival Di Sanremo. Si aspettava ieri sera per cantare il de profundis alla Lupa, invece siamo qui a raccontare di uno spreco enorme da parte della Signora. Senza nulla togliere al Cesena, naturalmente. Che se giocherà sempre così, potrà ancora salvarsi. Troppi uomini della capolista paiono in calo pericoloso. Regge la baracca Buffon. Morata segna, ma non ha ancora la continuità dei 90'. Llorente prosegue a fare scena muta. L'assenza di Tevez ieri non può essere però un comodo alibi. Bisognava vincere. Di riffa o di raffa.

Sarà meglio che Allegri tenga un discorsetto lungo e incisivo ai suoi ragazzi. E che inizi a far ruotare un po' di uomini. Se non perché spremuti fisicamente, perché assenti mentalmente. Con il recupero di Barzagli, l'arrivo di De Ceglie, Matri e Sturaro, già venerdì contro l'Atalanta si potranno vedere facce nuove. E non solo perché incombe il Borussia Dortmund, ma perché la Juve vista a Cesena è parente lontanissima della Signora omicidi.

Infine, bisognerà trovare una soluzione in attacco. Appurato che Nando-gol dell'anno passato è appassito. O che forse dalla Spagna ci hanno restituito il fratello scarso. E che Vidal trequartista è poco al di sopra del 5 fsso in pagella. Al Guerriero quel ruolo non piace. Meglio Pereyra. E pazienza se a centrocampo resterà fuori sempre un pezzo da novanta. In casi come questi, non si guarda in faccia a nessuno. Vero, Max?

Arturo Vidal

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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