Dalle lacrime di gioia a quelle di disperazione


Dopo vent'anni la Cavese torna in C1 e lo fa dominando il girone C del campionato di serie C2. Partita decisiva quella al Simonetta Lamberti contro il Sassuolo, vinta per 2-1 dai metelliani e conclusasi con un urlo di gioia per la matematica promozione. Poi la festa s'è spostata nel centro di Cava de'Tirreni, e infine, per i giocatori in un ristorante della zona.

Ma poi, alle prime luci dell'alba, tutto s'è fermato. Ogni giubilo s'è strozzato in gola. Ogni pugno, che poche ore prima s'alzava al cielo, ha cercato un muro su cui battere forte, forte. Perché un incidente stradale ha strappato alla vita Catello Mari, difensore di indubbie qualità, classe 1978 da Castellammare di Stabia. Perno della retroguardia cavese, Mari associava ad una buona tecnica difensiva un ottimo rapporto col gol, il cui vizietto lo rendeva amato dalla curva, cui Mari si rivolgeva spesso anche durante la partita.

Un episodio tragico che rimanda a quello di tre anni fa, quando i festeggiamenti per la promozione in serie A del Siena furono bruscamente interrotti per la triste notizia dell'incidente stradale occorso a Taddei e Pinga, nel quale perse la vita il fratello dell'attuale centrocampista della Roma.

E allora che sia una grande Cavese anche in serie C1, che ritornino gli sfarzi di inizio anni '80 (indimenticabile il Milan-Cavese 1-2), che Catello Mari possa esultare per i successi dei suoi compagni. Perché, sebbene Mari non può più mostrarci una splendida chiusura difensiva, può ancora vegliare sul destino della Cavese e di tutti i giocatori che la compongono!

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