Roberto Baggio ritira un premio per la pace

Aung San Suu KyiRimediamo (o quanto meno ci proviamo) ad un'omissione che non ha attinenza diretta con il mondo del calcio ma, vista l'importanza etica dell'evento e il personaggio chiamato in causa (questo sì con grande attinenza con il calcio), non era proprio possibile ignorare.
Mi riferisco al premio "Roma per la pace e l'azione umanitaria 2007", assegnato lo scorso 20 dicembre.

Il premio è stato assegnato dal sindaco della città capitolina a Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per la Pace nel 1991 e attiva propugnatrice dei diritti umani, leader del movimento politico non-violento della Birmania. Come saprete, la coraggiosa attivista è agli arresti domiciliari dal 2003, dopo essere scampata ad una strage, l'anno precedente.

Nessun dubbio quindi sul valore e il merito del premio. Fatto interessante però è che, essendo impossibilitata a ritirare il riconoscimento in prima persona, la Aung San Suu Kyi ha personalmente scelto Roberto Baggio come "ambasciatore" per presenziare a Roma alla cerimonia in sua vece.

La motivazione? La convinzione che la grande notorietà di campione dello sport possa contribuire al processo di riconciliazione e alla libertà del suo popolo. Difficile capire se ci sarà un seguito e se davvero qualcuno possa essere sensibilizzato da questo gesto, ma è comunque piacevole pensare come un'eroina dei nostri giorni, abbia optato per un'icona di un mondo comunque pieno di lati oscuri come quello del calcio, per farsi rappresentare.

Piacevole perchè ad essere scelto è stato uno dei volti più puliti che questo sport conosca. Quel Roberto Baggio a lungo idolo, e presto dimenticato, del panorama calcistico. Un campione che una volta ritiratosi, si è ritirato davvero.

Lontano dai riflettori, lontano dalle polemiche, lontano dagli amarcord, lontano da un mondo che gli ha dato tanto e al quale ha dato tanto, forse di più. Un campione indimenticato, un campione pulito.

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