Nakamura non le manda a dire: "In Italia sono razzisti"

Shunsuke Nakamura, il trequartista giapponese in forza al Celtic Glasgow e che per tre ha militato nel nostro campionato, più precisamente nella Reggina, ha un'opinione piuttosto curiosa della ragione per la quale in Italia i giocatori del Sol Levante non riescono ad affermarsi. Nel nostro paese, al contrario della Scozia dove Nakamura dice di trovarsi benissimo, c'è troppo razzismo.


Per un giapponese, giocare in Europa è molto difficile, specialmente a causa delle differenze culturali. A volte capitano anche episodi di razzismo e, a tal proposito, mi riferisco all'Italia e non alla Scozia. A mio avviso è proprio il razzismo una delle motivazioni principali che impediscono ai giocatori nipponici di imporsi nel calcio italiano

L'opinione sembra onestamente strampalata, soprattutto provenendo da un giocatore che in Italia si è espresso su ottimi livelli probabilmente, aldilà della visibilità mediatica, meglio anche a quelli del suo connazionale Nakata e senza che mai si segnalasse un qualche atteggiamento di particolare ostracismo per via delle sue origini da parte delle tifoserie.

Se nel nostro paese si segnalano ancora ignobili atteggiamenti di razzismo nei confronti dei giocatori di colore (i "buuu" scanditi da molte tifoserie organizzate non sono certamente spariti del tutto), non è certo questa una ragione per la quale i giapponesi dovrebbero trovare difficoltà nel nostro campionato.

Anzi a ben vedere i pochi giocatori nipponici che hanno militato in Italia, oltre ad essere già in partenza i top player giapponesi, si sono espressi generalmente meglio di quanto la critica potesse ipotizzare al loro arrivo nelle fasi in cui quando venivano considerati in blocco più che altro degli "strumenti" per vendere gadget ai turisti provenienti dal paese del Sol Levante.

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