Shunsuke Nakamura, il trequartista giapponese in forza al Celtic Glasgow e che per tre ha militato nel nostro campionato, più precisamente nella Reggina, ha un’opinione piuttosto curiosa della ragione per la quale in Italia i giocatori del Sol Levante non riescono ad affermarsi. Nel nostro paese, al contrario della Scozia dove Nakamura dice di trovarsi benissimo, c’è troppo razzismo.
Per un giapponese, giocare in Europa è molto difficile, specialmente a causa delle differenze culturali. A volte capitano anche episodi di razzismo e, a tal proposito, mi riferisco all’Italia e non alla Scozia. A mio avviso è proprio il razzismo una delle motivazioni principali che impediscono ai giocatori nipponici di imporsi nel calcio italiano
L’opinione sembra onestamente strampalata, soprattutto provenendo da un giocatore che in Italia si è espresso su ottimi livelli probabilmente, aldilà della visibilità mediatica, meglio anche a quelli del suo connazionale Nakata e senza che mai si segnalasse un qualche atteggiamento di particolare ostracismo per via delle sue origini da parte delle tifoserie.
Se nel nostro paese si segnalano ancora ignobili atteggiamenti di razzismo nei confronti dei giocatori di colore (i “buuu” scanditi da molte tifoserie organizzate non sono certamente spariti del tutto), non è certo questa una ragione per la quale i giapponesi dovrebbero trovare difficoltà nel nostro campionato.
Anzi a ben vedere i pochi giocatori nipponici che hanno militato in Italia, oltre ad essere già in partenza i top player giapponesi, si sono espressi generalmente meglio di quanto la critica potesse ipotizzare al loro arrivo nelle fasi in cui quando venivano considerati in blocco più che altro degli “strumenti” per vendere gadget ai turisti provenienti dal paese del Sol Levante.
Mister Zippo
12 gen 2008 - 06:00 - #1Beh che ne abbiamo da imparare sul razzismo (e non solo in uno stadio) da certe popolazioni,è vero,ma stavolta Shunsuke ha decisamente esagerato: insomma i nipponici non sono questi grandi calciatori,è sicuramente più per questo che in Italia ne son passati pochini (al momento ricordo lui,Nakata,Yanaghisawa e Oguro,Morimoto,questi ancora nei rispettivi clubs),forse è solo per essere ancora più amato tra i tifosi scozzesi,per sottolineare che lì si vive bene,ecc.ecc…diciamo che se la poteva risparmiare.
Anche perchè questa cosa gli esce a scoppio ritardato,visto che ha lasciato l’Italia già da un pò,non è che abbia tutto sto senso.
E infine proprio sui giappi è difficile essere razzisti visto che sono più avanzati di noi occidentali quasi in tutto (parere mio,ma son di parte,ho la ragazza jappo :-)
Tony Adams
12 gen 2008 - 09:37 - #2se avesse affermato: “in italia ci sono razzisti”, posso anche esser dello stesso parere.
dicendo, invece “in italia SONO razzisti”, si è bollato stronxo a vita e merita di restare al celtic (dove francamente non è che sti facendo sfacelli, visto poi il campionato da quattro soldi dove si ritrova).
Cimurro
12 gen 2008 - 13:14 - #3@Tony Adams: come non essere d’accordo con te ? Ha fatto di tutta l’erba un fascio.
SNAKE
12 gen 2008 - 13:17 - #4Non è per colpa del razzismo che i nipponici non riescono ad imporsi ….se non sanno giocare mica è colpa nostra …
Nakamura ha fatto la scelta giusta … visto che in Italia stava alla Reggina (non certo un club di prima fascia) se n’è andato in un campionato che è al livello della nostra serie B e si crede un campione “affermato” ….
MAH !!!che gente …
Mortuus
12 gen 2008 - 14:06 - #5A me questi personaggi fanno impazzire.
Prima sono disposti a vendersi gli organi pur di arrivare a giocare in Italia e quando vengono svenduti ad un campionato di bassissimo livello perchè si scopre che in realtà non valgono niente, sparano a zero sul nostro paese definendoci alla peggior maniera solo perchè non hanno avuto successo.
Io sono certo che se Nakamura fosse riuscito a sfondare in qualche grande squadra italiana a quest’ora non parlava di razzismo, ma di quanto fosse bello il nostro paese.
Addirittura generalizza il discorso dicendo che i nipponici in generale non riescono ad affermarsi nel nostro calcio, quando l’unico giocatore nipponico decente negli ultimi anni è stato proprio Nakata cioè quello che giocava in Italia.
GARBAGE
12 gen 2008 - 16:23 - #6 (nascondi)nakamura fijo de puta como tuti i cinesi
Shunsuke Nakamura
12 gen 2008 - 16:46 - #7Per un giapponese, giocare in Europa è molto difficile, specialmente a causa delle differenze culturali. A volte capitano anche episodi di razzismo e, a tal proposito, mi riferisco all’Italia e non alla Scozia. A mio avviso è proprio il razzismo una delle motivazioni principali che impediscono ai giocatori nipponici di imporsi nel calcio italiano.
Mister Zippo
12 gen 2008 - 17:00 - #8Garbage impara la geografia!
Mericano
12 gen 2008 - 18:27 - #9Bisogna vedere cosa ha detto veramente Nakamura. Qualcuno ha il link originale, presumibilmente in lingua inglese? Sul fatto che troppi italiani (chiaramente, non tutti gli italiani) siano purtroppo intrisi di pregiudizi io sono d’accordo. Ma che cia un pregiudizio contro i giapponesi mi sembra una BARZELLETTA, come dice Mister Zippo (che della questione ovviamente se ne intende). Per di piu, Nakamura e indiscutibilmente un giocatore di buon livello, non un veicolo pubblicitario.
lino
12 gen 2008 - 19:23 - #10anch’io ho dei dubbi sull’effettivo significato della frase di nakamura. che magari ha parlato in giapponese, poi è stato tradotto in inglese e infine in italiano.
l’italia non è razzista: c’è gente razzista e gente che non lo è. e anche sul significato di razzismo, ci dobbiamo mettere d’accordo: qui si è considerati razzisti pure se dici il nord paga le tasse e il sud no.
ma queste considerazioni valgono per tutti: non esistono nazioni razziste. non penso che in qualche costituzione stia scritto che la nazione è fondata sulla superiorità di una razza rispetto ad un’altra.
Mister Zippo
12 gen 2008 - 19:37 - #11Grazie a Mericano per il commento ;-)
In effetti anche la mia ragazza (tra l’altro amante del calcio come me) mi ha fatto capire che più che razzismo si tratta di pregiudizi e talvolta di una poca “flessione”da parte degli italiani ma in generale da parte di tutto l’ambiente,ma tutto parte da un difficile adattamento con il nostro calcio,anche da parte loro ,anche perchè penso che Nakamura talento ne ha,sebbene non sia un fenomeno,si è fatto rispettare pure da noi.Infatti questa cosa ha stupito più di un tifoso reggino.
Nakata non ebbe di questi problemi.
Comunque ripeto,se la poteva risparmiare.
Mericano
12 gen 2008 - 21:16 - #12Anche per che, a onor del vero, il Giappone stesso non si distingue per una grande “flessione” multiculturale. Anzi..
Mister Zippo
12 gen 2008 - 21:33 - #13Infatti,sono molto orgogliosi e rigorosi della propria cultura.Pure troppo.
Razzisti forse no,anzi c’è una specie di controsenso: da una parte vedono noi Italiani molto placidi,pigri e sanno che dalle loro parti le cose funzionano quasi alla perfezione,dall’altra c’è una sorta di invidia e di ammirazione per la stressa ragione,oltre che per l’innegabile valore che abbiamo noi in certi campi.
Mericano
12 gen 2008 - 22:00 - #14“There are so many factors in different countries, ranging from the style of play to the obvious cultural differences. Sometimes you get racism as well, not in Scotland, but in Italy, which is not nice, and that probably explains why so few Japanese players have made it here.”
Queste qui sopra sono le parole testuali di Nakamura sul sito di uefa.com sulla pagina della rivista on-line (magazine). La frase, per chi non sa l’inglese, inizia in modo razionale con riferimenti al diverso stile di gioco e a differenze culturali. Poi pero, Nakamura dice :”A volte trovi anche del razzismo, non in Scozia ma in Italia, che non e una bella cosa, e che probabilmente spiega perche cosi pochi giocatori giapponesi abbiano avuto successo li.”
Piu oltre, parla anche della mancanza di ristoranti giapponesi a Reggio Calabria rispetto a Glasgow (la qual cosa puo essere un problema per un giapponese)
Mia interpretazione: Nakamura avrebbe preferito rimanere in Italia, ma siccome non c’e riuscito, accampa scuse. Direi che tutto il mondo e paese (alla faccia delle differenze culturali e del razzismo vero o presunto).
Mister Zippo
12 gen 2008 - 22:29 - #15La ragione è sempre quella: i nipponici non sono,perlomeno non ancora,calciatori abbastanza bravi da giocare nella nostra serie A,salvo le rare eccezioni citate.
Del resto la cosa del razzismo presa da sola non aveva molto senso,ecco perchè non quadrava,mentre ora è più chiaro,l’unica cosa che posso dargli ragione è che,come ho precedentemente detto,che qui c’è da imparare molto.
Sarà rimasto male di non essere riuscito a restare in Italia,adesso è un idolo nel Celtic,in un campionato paragonabile a una media serie B.
AlexilGrande
13 gen 2008 - 10:48 - #16Forse l’autore di questo post si sente un po’ attaccato, sta di fatto che la stragrande maggioranza degli italiani è tendenzialmente razzista. C’è anche da dire che dipende dalla zona in cui si abita.
In Scozia non so come sono messi in questo senso.
Mister Zippo
13 gen 2008 - 14:47 - #17In generale nel regno unito hanno impararato già da anni.Pregiudizi e razzismo,violenza negli stadi sono quasi scomparsi.E pensare che stanno sempre a bere…
Mericano
13 gen 2008 - 19:07 - #18Si, d’accordo, ma Nakamura e giapponese, non zingaro, arabo, o nero. Non direi che in Italia ci sia prevenzione verso i giapponesi. O mi sbaglio?
Mister Zippo
19 gen 2008 - 03:57 - #19Non sbagli affatto.Quindi o l’articolo è stato davvero male interpretato,o ha fatto na “figuremmè”