Laboratorio Juve


C'è chi si gode il trio brasiliano e programma i prossimi impegni con ottimismo, chi si bea della forza incontrastata mista a fortuna e vive nei piani altissimi della classifica, chi si crogiuola nel pensare quanto è bravo il proprio capitano, nono re di Roma. In casa Juve non si pensa che al futuro: riunioni e trattative, un occhio al campo e uno alla scrivania.

Dopo i problemi di fine estate inerenti alla difesa risolti brillantemente con un Legrottaglie ritornato il Duca che prometteva e Chiellini che gioca col fisico dei 23 anni e l'esperienza del veterano, per Ranieri i problemi sono nati a centrocampo. Almiron e Tiago hanno deluso, Camoranesi s'è rotto e Marchionni s'è appena ripreso: Nocerino e Zanetti hanno più o meno risolto il problema, ma ecco che ora la bega si chiama attacco.

Il tecnico trasteverino lo ha detto a chiare lettere: "Dei tre attaccanti che ho a disposizione i più in forma so­no Del Piero e Trezeguet, ma non mi dimentico certo di Iaquinta". Tre attaccanti. Troppo pochi, visto e considerato che ormai Palladino è per gli occhi del mister un esterno di centrocampo, uno alla Camoranesi insomma. Il ragazzo di Mugnano lo sa, non pare insoddisfatto, resta il problema della quarta punta.

Sul taccuino di Secco in cima alla lista dei desideri c'è Amauri, talentuoso brasiliano del Palermo che può definirsi il prototipo dell'attaccante moderno: agile e potente, intelligente e implacabile, leader e umile al contempo. Zamparini vuole 15 milioni di euro e una contropartita tecnica, Palladino per l'appunto: difficile la Juve accetti queste condizioni ma un puntero in più serve. Così come un centrocampista.

Le ultime dall'Inghilterra dicono di un forte interessamento del Portsmouth nei confronti di Tiago: quasi 11 milioni di euro per assicurarsi il portoghese, visto che i Pompey saranno orfani di Muntari che partirà per la Coppa d'Africa. Dopo la deludente prestazione di Catania, la proposta di Redknapp non è da scartare; il tutto alla vigilia della partita con l'Empoli, ritorno degli ottavi di Coppa Italia. Il tutto con Van Der Vart e Sissoko un giorno sicuri bianconeri, un altro lontani anni luce da Torino.

Come per dire: oggi pensiamo al futuro, domani giochiamo, dopodomani ancora futuro. Laboratorio Juve.

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