Al fianco delle stelle


La storia di Chris Birchall è una di quelle da raccontare. Perchè assomiglia un po' ad una favola, perchè è talmente assurda che si fa fatica a credere che possa succedere davvero.
Stiamo parlando di un ragazzotto di ventidue anni ancora da compiere che militava con molta onestà tra le file del Port Vale, squadra di terza divisione inglese, famosa più per avere un tifoso d'eccezione come la popstar Robbie Williams, che per meriti sportivi.

Così gli capita che mentre si riscalda per la partita di campionato contro il Wrexham viene avvicinato dal possente centrocampista avversario Dennis Lawrence, nazionale di Trinidad & Tobago. Gli viene posta una domanda semplice semplice: di dov'è tua madre? Il ragazzino biondo un po' intimorito risponde: Port of Spain, Trinidad. Lawrence senza dire altro saluta e va via con il sorriso sulle labbra.

Mai Chrissie avrebbe potuto immaginare quello che sarebbe accaduto di lì a due ore. A fine partita infatti viene messo in contatto con le autorità sportive del paese centro-americano. Non trova neanche il tempo di realizzare quello che sta succedendo e si trova su un aereo per una partita di qualificazione mondiale.
Da questo punto in poi la sua storia è un continuo crescendo. Dalla prima partita con il Panama, fino allo spareggio con il Barhein, giocherà sempre titolare, realizzando due reti, di cui una paurosa, da 25 metri, e decisiva nello spareggio mondiale contro gli arabi.

Così un pallido ragazzo inglese si trova a essere il primo e unico bianco in una nazionale tutta di colore e diventa l'orgoglio del Port Vale, che per la prima volta si ritrova a schierare un giocatore che parteciperà ai mondiali.
Il giocatore si è dichiarato entusiasta di questa opportunità, felicissimo di come sia stato accolto dai suoi nuovi compagni, fugando ogni timore dovuto al suo colore di pelle. E' stato subito trattato come un vecchio amico e fin dai primi giorni si è trovato benissimo in quello che è diventato il suo "nuovo" paese.

Ora non sta nella pelle al pensiero di dover affrontare proprio la sua Inghilterra nel gruppo B, squadra che riconosce come fortissima, tuttavia non disdegna la possibilità di poterle fare uno scherzetto.
Il ragazzo ha le idee chiare, dice che essere ai mondiali per Trinidad & Tobago è già un grande successo, ma se per caso riuscissero a strappare qualche punto alla Svezia o agli stessi inglesi, potrebbero pure pensare a qualcosa di più.

E noi staremo a vedere, con simpatia, ma anche con estremo rispetto, cosa riusciranno a fare questi giocatori, chiamati nel loro paese "Soca Warriors", che saranno capitanati dall'esperto e carismatico Dwight Yorke e guidati in panchina dal veterano Leo Beenhakker, già tecnico del Real Madrid.

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: