Cairo: "Da quando ho criticato gli arbitri ci massacrano"

Non c'è solo il caso di Inter-Parma ad accendere il fuoco delle polemiche sugli errori arbitrali dell'ultimo weekend calcistico. Il presidente del Torino, Umberto Cairo, dopo aver rilasciato dichiarazioni molto critiche nei confronti della terna arbitrale durante il dopopartita dell'incontro perso dai suoi a Firenze, con due rigori di cui uno molto dubbio assegnati ai viola, rincara la dose in un'intervista al Giornale, dichiarando:

Da quando ho criticato il gol di Trezeguet nel derby, ci hanno massacrato. Se dobbiamo giocare anche contro gli arbitri, la vita si fa durissima. [...] Gli arbitri non sono in malafede, magari sono scarsi e Collina deve fare l’impossibile per migliorarne il rendimento. [...] Ma nessuna squadra ha avuto sette rigori contro e solo uno all’attivo. I conti non tornano.

Nel proseguo dell'intervista ha poi rassicurato che non commetterà lo stesso errore dello scorso anno quando ritirò dopo pochi mesi all'allenatore lasciando la squadra allora sbando. A questo proposito ha sostenuto:

Ai tifosi granata posso assicurare che l’allenatore resta al suo posto. Di lui siamo contenti, con lui abbiamo impostato un progetto e vogliamo andare avanti, non lo abbiamo scelto a caso.

Aggiungendo poi riguardo al suo impegno economico per rendere il club più competitivo, che molti tifosi granata giudicano insufficiente:

Qualcosa farò, ci vuole un giocatore che la metta dentro con puntualità. Non mi sono mai tirato indietro. Ho investito quasi 30 milioni: 7 il primo anno, 9 il secondo, 13 qualche mese fa. Oltre agli ingaggi, beninteso. Ad eccezione delle grandi, nessuno ha speso come il Torino. Per non parlare poi dell’impegno sostenuto per prendere una società praticamente azzerata. Pronti e via, ci vollero 10 milioni di cash e 15 di fidejussioni. Mi ritrovai senza giocatori e soprattutto senza vivaio in un mondo che non conoscevo. Ma non potevo tirarmi indietro.

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