35ª giornata. Pari annunciato tra Parma e Siena.

Morfeo contro il Siena E’ la cronaca di un pareggio annunciato quella della partita tra Parma e Siena, un 1-1 che accontenta un po’ tutti: il Siena, soprattutto, che complice il naufragio del Messina al San Filippo contro il Milan si avvicina sempre più al traguardo della salvezza; il Parma che prosegue la striscia positiva e resta in lotta con Livorno e Palermo per la medaglia di… legno, valida, chissà, per un posto nella nuova, più appetibile Coppa Intertoto. Contenti in primo luogo i tifosi della Curva Nord, impegnati in variopinti caroselli di festeggiamento per la salvezza ottenuta, arrivata così prematuramente e facilmente (all’apparenza) da non aver meritato la festa di piazza di un anno, dopo la battaglia di Bologna.

Un po’ in secondo piano, dunque la partita: classico match di fine stagione condizionato dal primo gran caldo e dalla scarsità di motivazioni che solo il gol di Sculli mille chilometri più a sud riaccende per un attimo, dando la possibilità al giovane paraguagio Tomas Andres Guzman (scuola Juve) di segnare il suo primo gol in Serie A sfruttando al meglio una stupidaggine di Ferronetti (coraggio, Damiano, capita…). La rimonta del Milan riporta le cose nel loro alveo normale, mentre Beretta corregge in corsa una formazione cervellotica schierata nel primo tempo che prevedeva quattro centrali si centrocampo (con Dessena e Cigarini evidentemente impacciati nel ruolo di ala) e un Marchionni più spaesato del solito nelle veci di Morfeo. L’ingresso del fantasista abruzzese (autore di un secondo tempo magistrale e del secondo gol stagionale) e di Mark Bresciano (reduce da un volo da niente in Australia e ritorno) aveva il merito di scuotere la squadra e di ridisegnare lo schieramento secondo logica, fino appunto al meritato pareggio. Poi il buio.

Dal suo canto De Canio aveva sorpreso il collega lasciando fuori Alberto, Locatelli e Chiesa per schierare qualche difensore in più (Portanova e Colonnese), giusto per chiarire quali fossero le ambizioni del Siena; mossa che comunque aveva spiazzato Beretta che aveva infarcito la squadra di centrocampisti proprio per ingabbiare Locatelli e si è trovato infilzato proprio da una delle sorprese di De Canio: Guzman.
Certo, a un certo punto con il Chievo sotto a Udine, un gol del Parma avrebbe portato i gialloblù a meno quattro dai clivensi e i tifosi della Nord stavano già intonando cori pieni di sogni di gloria europea, ma poi il gol gialloblù è arrivato al Friuli e non al Tardini, imponendo la chiusura, almeno per quest’anno, del cassetto dei sogni. D’altra parte, un Milan ancora in piena corsa scudetto difficilmente avrebbe concesso al Parma i punti necessari per sognare fino in fondo. Ma va bene così.

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