Spy story: Inter e Telecom dovranno risarcire Vieri con 1 milione

Vieri lo annunciò oltre cinque anni fa che avrebbe agito per vie legali e che non si sarebbe accontentato delle sole scuse dell'Inter per la vicenda “pedinamenti” che sarebbero avvenuti tra il 2000 e il 2001 e nel 2004. Christian Vieri chiese un risarcimento per danni morali, esistenziali, di immagine, patrimoniali e biologici per un totale di 21 mln di euro da divedersi in questo modo: 9 mln chiesti alla società neroazzurra e 12 mln alla Telecom, il cui ex capo della security, Tavaroli, era il mandante degli spionaggi per conto dell’Inter.

La Telecom si sarebbe già costituita in giudizio respingendo in blocco le richieste di Vieri. Oggi la sentenza che ha dato ragione all'ex attaccante: l'Inter e Telecom Italia sono stati condannati al risarcimento in solido di un milione di euro a Bobo Vieri. Per valutare l'esistenza del presunto danno subito da Vieri, il giudice civile Damiano Spera, davanti al quale si è svolto il procedimento, aveva affidato nei mesi scorsi una perizia a uno psichiatra e a un medico legale su richiesta dell'avvocato Danilo Buongiorno, legale dell'ex bomber.

La decisione del giudice Spera è stata presa nell'ambito della causa civile intentata dall'ex attaccante nerazzurro contro l'Inter e Telecom per il presunto "spionaggio" ai suoi danni che sarebbe avvenuto tra il 2000 e il 2001 e nel 2004. Nella vicenda sarebbe coinvolto, tra gli altri, l'ex capo della security di Telecom e Pirelli, Giuliano Tavaroli, che ha patteggiato 4 anni e due mesi nel procedimento milanese sui dossier illegali. Vieri sostiene di essere stato «spiato» dall'Inter tramite un'acquisizione illecita dei suoi tabulati telefonici e di essere stato «controllato» per 6 o 7 mesi consecutivi, 24 ore su 24, da quattro o cinque persone.

Foto | © TM News

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