Barcellona davanti all'ultimo ostacolo

DecoE’ l’ora della verità. Dopo il mezzo furto del Chelsea (complice Collina) di dodici mesi fa, la squadra più forte d’Europa si gioca le sue chance di tornare a disputare la massima finale europea, impresa che non le riesce dagli anni Novanta: prima l’incredibile vittoria ai supplementari (1992) grazie a un rasoiata di Ronald Koeman contro la grande Sampdoria di Boskov, Vialli e Mancini; poi il crollo di Atene (1994), frutto più di un’interpretazione altezzosa della gara del solito Johan Cruijff, prima ancora che di una magistrale prestazione del Milan di Capello, guidato da un Savicevic in stato di grazia e da Massaro versione bomber.
Dodici anni sono passati e ancora un’italiana, e ancora il Milan, sbarrano la strada alla corazzata blaugrana, in cui non ci sono più reduci di quella squadra che sembrava destinata a vincere il trofeo a mani basse, ma il cui spirito di rivalsa non si è esaurito e che domani, nuovamente guidata da un tecnico olandese, bravo quanto Cruijff ma sicuramente meno spocchioso e per questo più pericoloso per i rossoneri, promette battaglia e spettacolo.
Il Barcellona ha viaggiato a vuoto su Siviglia lo scorso weekend, poiché al Sanchez Pizjuàn non si è proprio giocato causa nubifragio: arriverà a domani sera un po’ più riposato del Milan che ha lottato a Messina ma con la preoccupazione di doversi giocare ancora qualche scampolo di Liga che la vittoria del Valencia a Bilbao a mantenuto aperta.
Rijkaard, che aveva comunque tenuto a riposo Ronaldinho, recupera Deco ma non Larsson, mentre rispetto all’andata perde Oleguer, per la cui sostituzione è pronto Belletti, del quale tuttavia il tecnico non si fida un granché, tanto da lasciar pensare che il prescelto potrebbe essere Thiago Motta, jolly di centrocampo che Rijkaard adora e che all’occorrenza può scalare in difesa: se, come all’andata, il Milan attaccherà poco a sinistra, ecco che la soluzione Motta potrebbe essere quella giusta e regalare di fatto ai catalani un centrocampista in più.
Il tema tattico sarà lo stesso dell’andata anche perché le scelte di Ancelotti sono obbligate causa infortuni (l’unica variante, al momento, dipende dalle condizioni di Nesta: se il difensore non ce la farà largo a Cafu con Stam in mezzo a fianco di Kaladze): la gabbia di Stam (o Cafu) e Gattuso contro Ronaldinho, il duello mismatch tra Giuly e Serginho (che ha dimostrato di non avere l’attitudine a seguire i tagli in mezzo del francese), i duelli a metà campo, con Kakà che probabilmente sceglierà la destra per attaccare Gio e soprattutto la variabile Deco, indisponibile all’andata, che dovrebbe prendere il posto di Van Bommel e creare qualche grattacapo a Seedorf, al quale rende qualcosa in dinamismo, ma è molto più imprevedibile del compagno olandese.
La gara di Pirlo e quella di Edmilson davanti alle rispettive difese saranno di vitale importanza per indirizzare le sorti del match, perché al gioco dei raddoppi e degli aiuti è legata la capacità di creare superiorità numerica a centrocampo e di lanciare uomini liberi negli spazi, in questo senso il pericolo Iniesta è quello che fa tremare i polsi ad Ancelotti.

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