Del Piero è un giocatore del Sydney: "Sarà un'avventura strepitosa"



Dopo il falso allarme della scorsa settimana questa volta è ufficiale: Alessandro Del Piero è un giocatore del Sydney Fc. Dopo una lunga riflessione l'ex capitano della Juventus ha scelto la sua destinazione, giocherà nel giovane campionato australiano per i prossimi due anni, guadagnando 1,6 milioni di euro a stagione. Il giocatore ha tenuto oggi una conferenza stampa a Torino con la quale ha spiegato le motivazioni che lo hanno portato ad accettare l'offerta degli australiani, per l'occasione ha anche posato con la nuova maglia che, manco a dirlo, sarà la numero 10.

È un Del Piero emozionato quello che si presenta davanti ai microfoni del Lingotto, allo stesso tempo però l'attaccante appare eccitato per l'avventura che sta per cominciare, un'avventura che lo porterà lontanissimo da casa, in un calcio molto diverso da quello europeo per il quale lui dovrà rivestire anche un ruolo da ambasciatore:

È un giorno speciale per me. Sono felice di annunciare che ho firmato l'accordo con il Sydney: per i prossimi due anni sarò australiano. Affronterà un'avventura splendida, strepitosa e indubbiamente forte, ma devo ammettere che alla fine di questo lungo viaggio non poteva esserci posto migliore. Quello che è accaduto ha un senso e sono felice di poter cominciare quest'avventura. Quello che affronterò è un progetto che non mi aspettavo. Del resto tante squadre che non mi aspettavo mi hanno cercato. Non mi sembra opportuno citarle. Ma le ringrazio tutte. Abbiamo toccato tutti i continenti, è stato anche divertente saltare da un posto all'altro con la mente. Ora il salto è finito.



Si parla di emozioni, inevitabili quando si parla di uno come Del Piero che in una carriera intera è sempre stato fedele alla stessa maglia. Ci saranno tanti cambiamenti nella sua vita, questo è sicuro, ma una cosa sembra essere rimasta intatta nel numero 10 e cioè la voglia di vincere:

Questo suscita in me delle emozioni molto forti e contrastanti, visto che non ho mai cambiato. E questo è un cambio importante, lontano come chilometri ma molto vicino come filosofia. Mi getto in quest'avventura con un desiderio unico. Il progetto è stato costruito su di me. Andrò in un paese che tutti mi descrivono fantastico, in una città che tutti mi dicono bellissima. Una delle domande è stata se c'era la possibilità di vincere e mi è stato detto di sì. Anche l'aspetto agonistico è stato toccato perché io mi sento uno sportivo al 100%. Ma la scelta è stata fatta soprattutto con la mia famiglia e ne sono felice.

Il suo compito, come detto, non sarà limitato al rettangolo di gioco. Oltre a infilare la palla in rete, come ha sempre fatto nella sua carriera, dovrà essere il simbolo del movimento calcistico di un intero continente che sul calcio sembra voler investire in maniera decisa:

Cercherò di fare in modo che il calcio australiano possa evolversi anche grazie ai miei consigli. Spero che gli australiani e i tanti italiani che ci sono lì possano divertirsi e che il calcio possa diventare uno sport nazionale di primo livello. Il progetto richiede una stretta collaborazione tra me, il Sydney e l'A-League. È una scelta radicale sotto tutti gli aspetti, ma ne sono felice. Ho avuto tutto il tempo per riflettere su altre situazioni, altre squadre, altre idee. Ma il movimento a cui sono chiamato è unico ed estremamente affascinante. Di conseguenza sono orgoglioso, perché non è un progetto di una squadra e una città, ma è una collaborazione globale di tutta la nazione. È un onore essere chiamato a fare questo.

Dietro la sua scelta ci sono tante motivazioni, Del Piero aveva escluso fin dall'inizio la possibilità di vestire un'altra maglia italiana. Anche dall'estero sono arrivate molte offerte, abbiamo letto di quella del Sion, ma anche in Premier League c'era chi era interessato al suo talento tra cui il Liverpool, offerta rifiutata a quanto pare in segno di rispetto per le vittime juventine della tragica notte dell'Heysel. Alla fine ha vinto la voglia di conoscere qualcosa di davvero nuovo, per cercare motivazioni forti:

Ho sempre sottolineato le mie motivazioni per le quali ho declinato le offerte di altre squadre italiane, perché ho un'idea di un certo tipo di coerenza. Ho dato tutto e di più per quella che è stata la mia maglia. Non è che vedo gli altri nemici, ma secondo me è giusto così. Perciò un paese lo avevamo già accantonato. Ma il fatto che molti hanno avuto un pensiero su di me mi fa riflettere su quello che ho fatto in passato e su quello che oggi sono come giocatore. Non pensavo che il Liverpool mi chiamasse. Avevo bisogno di una cosa diversa sotto tutti gli aspetti, vorrei vivere 50 anni da calciatore per poter assaporare tutti i movimenti calcistici. In Gran Bretagna, in Brasile. Ma ho scelto così...

A Torino resta un pezzo di vita, il passato, ma anche il futuro quando anche questa nuova avventura sarà finita e per Del Piero sarà tempo di tornare a casa, magari per rivestire un ruolo dirigenziale nella sua Juventus:

A Torino rimarrà tutto quello che c'è oggi. Il mio ufficio, la mia casa, il nostro negozio. Resterà tutto invariato, ma non mi vedrete per strada da queste parti. La location della conferenza? Quello che ha rappresentato l'Avvocato è unico e resterà sempre nel tempo. La scelta è dettata dalla casualità e la cosa bella è questa: che alla fine ci si ritrova qui. Oltre al fatto di tifare bianconero, non voglio dilungarmi in altri discorsi. Resterà sempre l'affetto nel mondo juventino. Non è terminato nemmeno quel giorno in cui ho capito che non avrei più giocato nella Juve. Perché ho dato tutto e di più di quello che potevo dare. E bisogna uscirne felici. Le pagine felici della mia storia bianconera sono state tanti. Se seguirò il calcio italiano? La sveglia delle volte suonerà, altre no. Non mi perderò sicuramente alcune partite che riguardano la Juve, l'Italia e l'Europa. Sono amante del calcio e alcune partite vanno viste a prescindere. Forse alle 5 è un po' prestino...

In bocca al lupo a Del Piero, il calcio australiano sicuramente trarrà grande giovamento dalla sua esperienza e sicuramente anche il Sydney gioirà spesso per i suoi gol. Gli juventini saranno pronti a riabbracciare il loro capitano quando tornerà in Italia, sperando che quel giorno sarà il più lontano possibile perché significherà che Alex sta ancora divertendosi a correre dietro ad un pallone.

Foto | © TMNews

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