Collina propone gli arbitri d'area e si ripete: "non c'era il rigore per l'Inter"

Due volte su due. Il designatore degli arbitri Collina era stato costretto a certificarlo, spiegando la corretta interpretazione della regola, già dopo il famoso rigore di Inter - Parma. Sono passati appena 15 giorni e deve tornare sull'argomento, le sue parole sono chiarissime e suonano decisamente come "già sentite":

Se il pallone sbatte prima su una parte del corpo e poi su una mano anche platealmente, ciò fa sì che l'arbitro debba considerarlo involontario. Se invece c'è un distacco tra il controllo di petto e poi di mano, in questo caso è calcio di rigore. Difficile da rilevare il fallo di ieri a San Siro nel rigore per l'Inter contro l'Empoli, ma per la regola che ho detto non era calcio di rigore. L'arbitro ha sanzionato qualcosa al di fuori della realtà; anche se fosse stato tocco di mano era da considerarsi involontario

Il discorso è pienamente condivisibile, ma Collina sembra ignorare la realtà dei fatti quando parla di "assoluta identità di vedute tra le varie aree arbitrali per il contatto mano-braccio e conseguente rigore". Sarà sfortuna, ma da quando si è aperto il caso del fallo di mano in area i "suoi" arbitri hanno fatto l'esatto contrario di quanto indicato dal loquace Designatore agli allenatori e alla stampa. Si potrebbe tornare a parlare di Inter in riferimento al rigore contro la Juventus per il mani di Salihamidciz, ma non c'è bisogno di scomodare necessariamente i Campioni d'Italia.

Sabato in Palermo - Livorno il "mani" di Zaccardo che ha portato alla concessione del rigore poi fallito da Tavano è l'esempio dell'ennesima applicazione perversa della regola in oggetto.
Come possono essere sparite dalla valutazione sulla volontarietà del fallo di mano la vicinanza del giocatore alla palla, la forza del tiro e la naturale postura che il difensore assume per proteggersi il volto o altre parti del corpo?

Collina intanto lancia una proposta che è più una "suggestione", ma merita di essere riportata. Secondo l'ex fischietto numero uno al mondo il ruolo dei famosi "giudici di linea" immaginati dalla Fifa per limitare il fenomeno dei gol fantasma andrebbe ripensato nell'ottica di un supporto agli arbitri per dirimere le controversie sui casi più difficili che avvengono in area di rigore. Una sorta di doppio "Arbitro d'Area".

Con tutta probabilità si tratta di una semplice boutade, impossibile da tradurre nella realtà del nostro calcio, così refrattario ai cambiamenti, chissà perchè soprattutto quando si tratta di quelli che aiuterebbero a ridurre le topiche più frequenti e le conseguenti polemiche.

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