Parma, le mosse di mercato vincolate alla cessione del club.

Paolo Cannavaro Lo stretto riserbo che cinge da settimane le trattative per la cessione del Parma assume quasi toni da thriller: la riunione prevista ieri a Collecchio tra Guido Angiolini, Enrico Bondi e i rappresentanti di Banca Profilo (e, forse, anche Gaetano Valenza) potrebbe non essersi tenuta, o forse si è tenuta da tutt’altra parte. Fatto sta che in serata non è emerso nulla su eventuali esiti dell’incontro, salvo una smentita del presidente Angiolini a proposito della ventilata ipotesi di sue dimissioni imminenti.
Si registra, tuttavia, una decisa ripresa dell’attività di Franco Baldini, il direttore sportivo ex Roma, che Valenza aveva cooptato nel suo staff assieme a Giovanni Galli per il settore giovanile e Zdenek Zeman per la panchina. Con il boemo finito a Brescia le prime mosse di Baldini in vista di un possibile rientro sulla scena di Valenza, sono quelle di cercare un nuovo allenatore, anche se è stata fatta filtrare la voce che il lavoro di Beretta sia stato apprezzato dai responsabili della nuova cordata. Non è più un mistero che Baldini stia corteggiando Cesare Prandelli, il quale sembrerebbe (il condizionale è assolutamente d’obbligo) disposto a muoversi solo nella remota eventualità che la Fiorentina fallisse il quarto posto e l’accesso alla Champions League.

Dal suo canto, Beretta ha non poche richieste (Udinese, Atalanta, Livorno e Sampdoria in primis) e prima o poi dovrà dare una risposta, quindi da questo punto di vista il tempo stringe più che mai perché è ormai ora di programmare la prossima stagione, e bisogna farlo avendo ben chiaro chi siederà in panchina. Stesso discorso per i (richiestissimi) giocatori crociati: Cinquini (che potrebbe seguire Beretta se andrà a Udine) ha avuto mandato di trattare solo giocatori fuori rosa (Frey, Bonazzoli, Rosina) per fare cassa senza depauperare il patrimonio tecnico. La cosa può essere interpretata in vari modi: sia come misura per evitare di svalutare la società in vista di una cessione imminente, sia come il tentativo di recuperare i soldi necessari a gestire la società per un’altra stagione transitoria senza indebolire troppo la squadra.
Di certo c’è che alcuni giocatori (come Fabio Simplicio, Bresciano, Grella e Bonera) e soprattutto i loro procuratori fremono per conoscere il proprio futuro. Hanno tutti grandi richieste in Italia e all’estero e alcuni di loro (come Bresciano e Bonera) vanno in scadenza nel 2007, quindi l’alternativa è tra cederli subito o rinnovare loro il contratto, per evitare di perderli a costo zero come successo con Marchionni e Cannavaro.
A proposito del quale va segnalato l’intervento del suo procuratore Enrico Fedele che, pur non negando i frequenti contatti con il Napoli, ha fatto capire che il difensore preferirebbe giocare in Serie A anche l’anno prossimo, per giocarsi evetuali chance di partecipare all’inevitabile rifondazione azzurra (nel senso di Italia) del dopo-mondiale, comunque andrà. In quest’ottica non ha escluso neanche una permanenza a Parma, evidentemente vincolata a un robusto ritocco dello stipendio e un programma serio e ambizioso per i prossimi anni.

Già, ma in questo momento quale società può garantire tutto ciò a Parma e al Parma?

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