Guardiola si riposa e pensa al futuro, per lui c'è già la fila

Pep Guardiola ha deciso davvero di stare fermo, di prendersi il cosiddetto anno sabbatico, periodo nel quale riflettere, staccare la spina e soprattutto aggiornarsi con una tranquillità e una lucidità ben diversa rispetto a quando si è protagonisti su una panchina da 70 partite all'anno. Si tratta davvero di 12 mesi, anche se qualcuno nel suo entourage aveva fatto trapelare l'ipotesi di una sosta più lunga o addirittura l'abbandono del mestiere.

Certo, di Barcellona forse ce n'è uno solo, di Leo Messi pure, ma anche di Pep Guardiola ce n'è uno solo e va salvaguardato: così la pensa l'ex regista catalano, tanto più in questa fase di studio e meditazione, non senza plurime avance di squadre che hanno provato a farlo tornare sui propri passi (leggasi Chelsea) o altre che sono partite con l'idea di approcciarlo proprio puntando sul momento del rientro. Data indicativa prevista, 1 luglio 2013.

Ed è di queste ultime situazioni, quelle futuristiche, che serve oggi parlare per capire quale tipo di campionario sia in mano all'ex allenatore blaugrana, specificando per esempio che, paradossalmente, il club che è stato più vicino a trovare un'eventuale intesa a sorpresa con Guardiola è il Tottenham Hotspur appena prima di puntare su André Villas-Boas. Non il Milan, ancor meno l'Inter, per quanto l'Italia e nella fattispecie Milano siano da sempre una delle mete preferite dall'ex centrocampista che si innamorò del Belpaese e del Duomo proprio negli anni in cui indossò la maglia del Brescia.

Quali dunque le prospettive? Chelsea, che rimane in pista rinnovando il contratto a Di Matteo dopo una lunga opera di autoconvincimento operata da Abramovich, Manchester United per il dopo-Ferguson e la Seleçao brasiliana.

Nel primo caso, il dialogo dura da tempo: Abramovich vuole Guardiola, ma lo spagnolo ritiene il Chelsea una cassa di risonanza e un blasone tutto sommato non consolidato. O per lo meno non sufficiente per scrivere davvero la storia (e lì la storia si chiama principalmente José Mourinho, roba da far venire il prurito considerata la forte rivalità). Poi i Red Devils, ipotesi non così campata per aria. Prima di tutto perché l'incontro Guardiola - Ferguson a New York è avvenuto realmente, secondo perché Sir Alex ha deciso che non intende andare oltre il 2013, a livello di panchina, evidentemente scottato dal campionato-shock vinto dal City e dalle continue difficoltà interne nella gestione dei calciatori (ultimo, Wayne Rooney).

Infine il Brasile, la cui federazione puntava a Guardiola già per la Confederation Cup in vista del Mondiale: alla prima Pep ha detto di no (guarda caso la manifestazione terminerà il 30 giugno 2013), al Mondiale in verdeoro il catalano pare invece molto interessato. Magari rinviando al Ferragosto del 2014 il suo rientro sulla panchina di un club.

Foto | © TMNews

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