Paul Pogba: le 10 ragioni per cui convincerà

Paul Pogba, il gigante strappato dalla Juventus al Manchester United (facendo arrabbiare non poco Ferguson), sarà una delle rivelazioni di questa stagione, scommettiamo?

Ecco i nostri 10 "perché sì".

1 – Perché Pogba non è un bad-boy, a dispetto delle apparenze e dei luoghi comuni. Il suo soprannome in famiglia, e tra gli amici, è “la pioche”, il ragazzino buono sempre pronto ad aiutare il prossimo. Solare, attento, curioso, ma anche conscio delle proprie straordinarie potenzialità.

2 – Perché Pogba resta l'unico giovane regista/centrocampista al mondo a poter vantare allenamenti in serie al fianco di Andrea Pirlo e Paul Scholes, due che nel ruolo hanno insegnato calcio. La loro intelligenza, il loro modo di dettare i tempi, la loro tecnica sono un bagaglio che Paul vuol rendere prezioso all'interno di un fisico più strutturato e per certi versi più moderno.

3 – Perché Pogba ha il carisma dentro, una dote che non si compra al supermercato. Da sempre (ad ogni età, in ogni club, in ogni rappresentativa giovanile anche nazionale) la fascia al braccio è sua. Alla Juve dovrà aspettare e sperare, soprattutto dimostrare. Ma la personalità è già superiore a quella che mostrava Patrick Vieira alla medesima età, ovvero quando passò dal Milan all'Arsenal.

4 – Perché Pogba ha già stabilito un suo primo record positivo all'interno del gruppo bianconero. E questo riguarda Conte: soltanto lui, insieme a Marrone e Giovinco, può fregiarsi di una citazione diretta (entusiastica) del tecnico, notoriamente poco avvezzo a far nomi senza che gli sia posta una domanda diretta.

5 – Perché Pogba è francese, e i francesi raramente hanno steccato nella città della Mole. Il discorso vale sia per quelli giunti già famosi, sia quelli arrivati più sottotraccia. Insomma, una tradizione esattamente contraria a quella detenuta a Torino dai brasiliani. Poi, esistono le eccezioni (Henry è un caso a parte): tra queste si ricordano Blanchard e Boumsong.

6 – Perché Pogba ha scelto la Juventus valutando a fondo il contesto e tutte le proposte (Chelsea e Arsenal in testa). Checché se ne dica, l'operato di Mino Raiola non è stato così decisivo, anche se fondamentale: il parigino di origini guineane ha scelto la Juventus perché l'ha trovata moderna e affascinante, senza promesse circa l'impiego. Una nuova sfida che Sir Alex Ferguson non ha ancora digerito.

7 – Perché Pogba ha il calcio in famiglia. I suoi due fratelli maggiori, infatti, sono entrambi calciatori professionisti: gemelli tra loro, sono di 3 anni più “anziani” dell'ex Manchester United e giocano rispettivamente da attaccante e da fluidificante sinistro in Inghilterra e Francia con le maglie di Sedan e Crewe Alexandra.

8 – Perché Pogba è uno dei pochissimi calciatori, visto sotto il punto di vista dell'operazione di mercato confezionata dalla Juventus, ad aver fatto spendere parole al veleno a Ferguson e Wenger contemporaneamente. Eppure, si tratta di due manager che hanno fatto da apripista alle operazioni internazionali “a costo zero” su giovani talenti allevati nei vivai altrui. Atalanta, Lazio e Parma ne sanno qualcosa, restando soltanto in Italia...

9 – Perché Pogba ha gli occhi brillanti di chi vuole imparare pur sapendo di aver avuto in dono una dote. Parliamo di un ragazzo di 19 anni capace di lanciare 50 metri a San Siro, prendersi le botte senza fiatare, provare il numero a effetto anche a cospetto di giocatori di alto rango e, allo stesso tempo, sapersi piegare anche alle giocate semplici. O meglio, alle giocate che paiono tali. Ha fame di calcio, Pogba. Di calcio giocato ai massimi livelli.

10 – Perché Pogba riesce anche nell'impresa di far bofonchiare lo staff tecnico della Juve a bordo campo durante gli allenamenti. Il commento più frequente, tra Conte e collaboratori, pare che sia qualcosa del tipo “... è una forza della natura”. Alla quale va aggiunta la classe innata di chi colpisce il pallone senza neppure doverlo guardare al momento del primo controllo.

Foto | © TM News

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