Pallone d'Oro 2012: Non solo Messi e Ronaldo, Radamel Falcao è l'outsider

Iniziano a trapelare i primi spifferi dalla redazione di France Football, in netto anticipo (ma non troppo) sui giorni caldi nella grande corsa all'assegnazione del prestigioso Pallone d'Oro per l'anno 2012. I nomi sono i soliti: Messi, Ronaldo, Iniesta, Xavi e l'ormai sempre presente, ma poco accreditato anche per questione di ruolo (vero, Buffon?) Iker Casillas.

I soliti eccetto uno, ed è uno di quei nomi che scottano, che possono far saltare il banco, che fanno tremare anche il grande favorito, ovvero La Pulce del Barcellona. Si tratta di Radamel Falcao Garcia Zarate, centravanti colombiano soprannominato in patria "el Tigre" che in Europa ha assunto le vesti dell'implacabile uomo-gol.

Meglio noto come Falcao, che in realtà è il secondo nome di battesimo (attribuitogli dal padre Radamel in onore all'ex romanista Paulo Roberto Falcao), l'attaccante sudamericano dell'Atletico Madrid sta disintegrando record su record senza ancora aver avuto la chance di disputare la Champions League guadagnandosi così la massima vetrina calcistica internazionale dopo i campionati del mondo. Insomma, manca magari il banco di prova definitivo per l'ex bomber del Porto, ma è anche vero il contrario cioè che guadagnarsi copertine e titoloni senza giocare nell'Europa che conta è già una mastodontica impresa.

Si parlava di spifferi, che in questo caso potrebbero voler dire podio garantito nella corsa al premio individuale più ambito al mondo. Ma si parlava anche di record sottoporta.

Eccone un assaggio: Falcao ha vinto due Europa League consecutive con due squadre diverse (eguagliando il meno incisivo Luigi Sartor che ci riuscì vestendo le maglie di Inter e Parma) risultando in entrambe le manifestazioni capocannoniere assoluto, cosa mai riuscita a nessun altro calciatore in precedenza; ha esordito nel campionato colombiano a 13 anni e 112 giorni con la maglia numero 9 del Lanceros, record tuttora mai superato; a 19 anni debutta con la maglia del River Plate con una doppietta; passa al Porto per 5,5 milioni dove segna il gol dell'1-1 nella sua prima gara ufficiale in terra lusitana; nel 2010/2011 realizza 38 gol stagionali in coppia con Hulk (che ne segna 35) siglando tra l'altro il gol-partita nella finalissima di Europa League giocata a Dublino contro lo Sporting Braga; nella finalissima dell'anno successiva infila una doppietta al Bilbao con la maglia dell'Atletico Madrid nel giro di 34 minuti, record assoluto per una finale UEFA.

Poi arriva il 2012/13 e il rush finale per il Pallone d'Oro. Tripletta all'Atletico Bilbao in campionato, ripetuta in Supercoppa Europea contro il Chelsea nel giro di appena 38 minuti. Un filotto che vale oro, supportato da prestazioni convincenti che vanno oltre i numeri. Quei numeri che gli esperti di calciomercato hanno portato da 45 a 60 milioni nella valutazione del cartellino del giocatore. L'Anzhi ci ha provato con 40 milioni cash; il Chelsea, prima pretendente, si è spaventato e momentaneamente ritirato. Stessa sorte che rischiano Leo Messi e Cristiano Ronaldo in vista della kermesse parigina?

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