L'ex PM: "Volevo arrestare Maradona, comprava molta cocaina"

La stagione 1990/91 fu quella che chiuse la carriera di Diego Armando Maradona al Napoli. Il 17 marzo 1991 il numero 10 argentino venne sottoposto ad un controllo antidoping al termine di un Napoli - Bari 1-0 e venne trovato positivo alla cocaina, sostanza stupefacente che assumeva in grosse quantità, ma quell'uscita clamorosa dal calcio italiano poteva essere ancora peggiore. Lo spiega Luigi Bobbio, all'epoca giovane PM della Procura di Napoli, oggi sindaco di Castellammare di Stabia che ha "confessato" di aver chiesto l'arresto di Maradona, provvedimento negato da Vittorio Sbordone, procuratore capo.

La scelta di Sbordone, legittima come ricorda lo stesso Bobbio, aveva anche ragioni di "opportunità". In sostanza si temeva che l'arresto di Maradona avrebbe portato ad una "rivolta" dei tifosi partenopei, a quel punto si decise di proseguire le indagini con il calciatore a piede libero, ma l'ex PM è convinto che l'inchiesta avrebbe fatto passi avanti più rapidi se il giocatore fosse stato privato della sua libertà.

Il nome di Maradona spuntò fuori in un'inchiesta sul clan camorrista che faceva capo al boss Iovine, il giocatore acquistava grossi quantitativi di cocaina, per sé e per le sue frequentazioni con donne di malaffare con le quali si incontrava all'Hotel Paradiso. Secondo Bobbio Maradona non fu soltanto salvato dall'arresto per via della sua popolarità, ma veniva in qualche modo coperto dalla Federazione, una convinzione che portò lo stesso PM a disinteressarsi del calcio giocato da lì in avanti.

Da quelle indagini emerse un Maradona diverso, dedito in maniera assidua alla droga. Ma non fu solo quello che mi sorprese. C'era dell'altro. Un elemento che ha contribuito ad allontanarmi dal calcio. Perché fino a quel momento ero un tifoso acceso del Napoli e un innamorato del pallone. Poi mi sono completamente disinteressato a questo sport: quasi negli stessi giorni Maradona venne sottoposto a test antidroga da parte nostra e da organismi calcistici. Noi lo abbiamo sempre trovato positivo alla cocaina, la commissione antidoping no.

Certo, andrebbero confrontate le date, ma se si parla del 1991 Maradona c'avrebbe messo poco ad essere pizzicato anche dal antidoping del calcio. Da quel momento in avanti la sua carriera finì in una parabola discendente senza freni: il Mondiale di Usa 94, con l'ennesimo controllo che lo trovò positivo all'efedrina, la chiuse di fatto definitivamente.

Foto | © TM News

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