Il caso Camilleri, Platini e la difesa dei vivai



Il presidente della UEFA, Michel Platini, è intervenuto oggi a Dribbling e tra i vari temi affrontati ha parlato anche del fenomeno della compravendita di giovanissimi calciatori facendo riferimento anche al caso Camilleri. Bisogna allora fare un passo indietro e tracciare la storia di questo ragazzo ormai non più della Reggina, visto che gli è stato scippato in ogni senso dal Chelsea di Abramovich.

Vincenzo Camilleri è un difensore siciliano e faceva parte del vivaio della Reggina da 3 anni. Il club calabrese ha investito tanto su di lui e i frutti non si sono fatti attendere tanto è vero che nonostante la sua giovane età, non ha ancora sedici anni, ha già esordio in prima squadra in Coppa Italia contro l'Inter riuscendo a tenere a bada brillantemente l'argentino Hernan Crespo. Evidentemente le sue gesta non sono sfuggite agli osservatori delle grandi società europee ma i più lesti sono stati, appunto, gli inglesi del Chelsea.

Qualche giorno fa al centro sportivo degli amaranto è addirittura atterrato, senza preavviso, un elicottero. A bordo c'erano Frank Arnesen, Carlo Jannuzzi, un presunto procuratore tale Busardon e la madre del giovane Vincenzo. Il ragazzino è stato prelevato, fatto salire sull'elicottero e addio Reggio Calabria, la sua nuova casa è a Londra. Inutile dire che Lillo Foti è imbestialito per quanto accaduto tanto da minacciare un ricorso all'UEFA e alla FIGC.

Quello sui cui però bisogna interrogarsi è la moralità di tutti questi personaggi che operano alle spalle del ragazzo a partire dalla madre che con la promessa di maggiori guadagni non ci ha pensato due volte a vendere il proprio figlio al miglior offerente. La storia sta facendo molto discutere tant'è che, come detto all'inizio, anche Platini ha ritenuto opportuno esporre il suo punto di vista in merito a questa vicenda.

Il francese ha condannato fermamente l'atteggiamento di questi grandi club facendo esplicitamente riferimento, a titolo di esempio, all'Arsenal di Wenger:

"Io sono contro chi va a comprare ragazzi minorenni, totalmente contrario. Dobbiamo andare davanti a tutti i politici per dire che i bambini vanno educati nei centri di formazione e non venduti al miglior offerente. Bisogna difendere i giovani talenti delle squadre. Poi serve che il primo contratto sia firmato nel club in cui un giocatore è cresciuto. Io sono partito per l'Italia quando avevo 27 anni, non ho lasciato il Nancy, che mi aveva cresciuto, a 14 anni".

Evidentemente secondo il presidente dell'UEFA è questo uno dei mali peggiori del calcio moderno. Piuttosto che pensare alla limitazione del numero di stranieri, che come abbiamo visto non è possibile in base alle normative europee, sarebbe più importante difendere i vivai e tutelare i giovani, fare in modo che esplodano nelle società di appartenenza.
Voi come la pensate? Viviamo in un mondo globale e ognuno ha il diritto di scegliere cosa ritiene sia meglio per sé e per la sua carriera o forse sarebbe il caso di varare alcune norme che tutelino i giovani e impediscano questa specie di "tratta" di materiale umano dei giorni nostri?

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