Moggi: "Se entrassi in politica mi voterebbe il 75% degli juventini"

Torna a far discutere il grande protagonista di calciopoli, Luciano Moggi. In questi giorni infatti, ha fatto molto discutere la presenza dell'ex d.g. della Juventus, sabato scorso, all'inaugurazione della campagna elettorale dell'Udc. Big Luciano sarebbe infatti molto amico del leader democristiano Pierferdinando Casini, ultimamente smarcatosi dalla coalizione elettorale di Silvio Berlusconi e candidatosi da solo alla guida del paese.

In seguito al fraterno abbraccio tra i due al termine della manifestazione, hanno cominciato a spargersi voci su una possibile candidatura dell'ex re del mercato e presunto burattinaio del calcio italiano proprio nelle fila del movimento politico centrista in vista delle prossime elezioni politiche, in programma il 13 e 14 aprile.

Lo stesso Moggi però, pur avendo avuto parole di apprezzamento per Casini, che considera "una persona credibile, onesta e un cattolico come me", sembra aver smentito questa possibilità, in un'intervista rilasciata ieri al Corriere della Sera, anche se, si sa, il personaggio non è nuovo a dichiarazioni contrastanti con le sue reali intenzioni, pratica di cui è stato per anni maestro, soprattutto per quanto riguarda il calciomercato.

Nell'intervista infatti l'ex dirigente bianconero non chiude del tutto le possibilità di una sua "discesa in campo" dichiarando che molti sarebbero "spaventati, addirittura terrorizzati" da una sua candidatuta e che addirittura il 75% dei 12-13 milioni di tifosi juventini sparsi per l'Italia sarebbero pronti a votarlo. Non è mancata poi una stoccatina per il suo grande "nemico", l'Inter di Massimo Moratti e Roberto Mancini sulla quale Moggi dichiara:

Adesso, con l'Inter, gli arbitri si stanno comportando esattamente come si comportavano con la Juve. Elargiscono favori non richiesti. Anche se con la squadra di Moratti stanno esagerando. Ad esempio, contro la Roma. Una vergogna. L'arbitro doveva espellere l'interista Burdisso e lasciare in campo il romanista Mexes.

Insomma, politica o no, sembra proprio che Moggi non abbia ancora finito di far parlare di sé.

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