Arbitro rischia la vita per un rigore

arbitro aggredito nel leccese La querelle che, da sempre, coinvolge le "grandi" del calcio, colpevoli di favoreggiamenti arbitrali, non ha perso il suo fervore nemmeno dopo il terremoto di Calciopoli.
Anzi, mai come quest'anno si respirano commenti venefici ad ogni presunto errore arbitrale, basti pensare alle ultime dichiarazioni di De Rossi, o leggere i commenti, spesso offensivi degli stessi tifosi, anche su questo blog.

Situazione sintomo di un atteggiamento alienato dalla realtà che non risparmia neanche il calcio dilettantistico. Al termine dell'ultima giornata del Campionato Promozione, l'arbitro Capilungo, è stato inseguito in auto, speronato da due autovetture con a bordo otto persone, e mandato fuori strada, dove i teppiti, si sono scagliati contro la vettura del Direttore di gara, con una grandinata di calci e pugni.

La terribile colpa dell'arbitro? La mancata concessione di un calcio di rigore a favore dei padroni di casa nell'epico match tra Mandura e Tricase (0-1 il risultato finale, ndr). Il criminale, pardon, l'arbitro, è riuscito a ripartire e scappare dai suoi aggressori, sporgendo successivamente denuncia contro ignoti per tentato omicidio.

Difficile esprimere il disgusto e lo sdegno per simili episodi. Restano solo delle riflessioni. E' questo il calcio che ci piace? Vale veramente la pena anche solo discutere animatamente per un rigore non dato o un fallo fuori area sancito con la massima punizione? Veramente ci cambia la vita il risultato di una partita di pallone?

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