Acquafresca ha un rebus: Italia o Polonia?


Robert è un ragazzone di Torino la cui mamma polacca gli ha dato in dote 184 centimetri d'altezza: contro il Genoa li ha sfruttati per battere con uno splendido colpo di testa Scarpi, ieri per offrire un delizioso assist a Jeda. Ma ha anche un piedino niente male, tanto che il gol del 3-0 rifilato, sempre ieri, a Sereni del Torino è qualcosa di incantevole, un mix di potenza e precisione degno del miglior Ibrahimovic. Ok, andiamoci piano, ma Acquafresca sta dimostrando di essere un bell'attaccante, giovane e in quanto tale potenzialmente ancora più forte.

Il Cagliari, il cui mister Ballardini ha finalmente smesso di schierare Larrivey (non ce ne voglia Cellino e tantomeno il puntero argentino), dovrà sperare che il suo magic-moment continui a lungo per tenere vive le speranze di una salvezza che un mese fa pareva un miraggio: nato l'11 settembre del 1987, anche il ct dell'Under 21 Casiraghi lo tiene in considerazione, così come tutti i ct delle giovanili azzurre hanno fatto in passato. Ma ora, a 20 anni, un dubbio amletico: sperare in un futuro nella nazionale maggiore dell'Italia o cedere alle sirene polacche?

Il suo doppio passaporto e le avances convinte di Leo Beenhakker, mister della Polonia, stanno per farlo cedere, vista e considerata l'opportunità di giocare l'Europeo da titolare. "A 20 anni, poter giocare un Europeo non capita tutti i giorni; la Polonia è il paese di mia madre, ci sto pensando e al 90 per cento ho già deciso" sono state le sue parole nel post-gara di ieri. La questione è seria.

Non si tratta di Margiotta che è andato a difendere i colori del Venezuela (e per la seconda volta chiediamo venia a chi dovesse sentirsi offeso), ma di un giocatore che in prospettiva potrebbe diventare molto utile alla causa azzurra. Ciò che sta facendo vedere in questo scorcio di stagione è quanto basta per etichettarlo come il prototipo dell'attaccante moderno, capace coi piedi, forte fisicamente e con uno spiccato senso del gol.

Cresciuto nel Torino, valorizzato dall'Inter e formato dal Treviso, il cagliaritano è ancora in comproprietà col club di Moratti; prima ancora che si potesse parlare del suo futuro quale giocatore di squadra di club, Robert si trova a dover pensare anche alla Nazionale per cui giocare. Speriamo, per lui e per il Cagliari, che la situazioni non lo destabilizzi e che continui a sfornare assist e gol utili, se non indispensabili, alla causa rossoblu.

  • shares
  • Mail
22 commenti Aggiorna
Ordina: