Milan - Sampdoria 1-2: i blucerchiati abbattono i rossoneri allo sbando

Milan-Sampdoria 1-2

Sono passati undici anni, da quando la Samp targata Mancini, espugnò il Meazza rossonero con un 2-3 firmato dall'attuale tecnico interista oltre che da Mihajlovic e Carparelli, che annullarono la doppietta di George Weah. Da allora, monologo milanista, con un solo punto concesso ai blucerchiati. Questa sera però, i liguri fanno bottino pieno grazie ad una gara gagliarda e mai scontata. (Video)

Primo tempo sontuoso degli ospiti, che non concedono nulla ai Campioni del Mondo i quali, dopo solo nove minuti, devono salutare Kakà che, già non in perfetta forma, deve abbandonare il campo per lombalgia. E qui, la prima sorpresa: Ancelotti decide di stravolgere l'"abete", lasciando Clarence Seedorf come unico trequartista, inserendo una seconda punta che però, non sarà Gilardino, come imporrebbe la logica, bensì il giovane talento Alberto Paloschi.

Ma non sarà questa l'unica sorpresa per i tifosi meneghini, perchè tre minuti dopo il doriano Maggio, abbandonato dalle belle statuine che compongono la difesa del Milan, batte da due passi l'incolpevole Kalac, al termine di un'azione in cui gli uomini di Mazzarri hanno disposto a proprio piacimento dei padroni di casa. 0-1 e stadio ammutolito.

Ci si aspetta la reazione veemente e orgogliosa dell'undici rossonero che, invece, non riesce a uscire dal torpore generale e subisce un'autentica lezione di gioco e di tattica da una Samp perfetta che, al 25esimo trasforma con maestria e imbarazzante facilità, un'azione offensiva del Milan, in un contropiede micidiale, da manuale del calcio, che porta Delvecchio a tu per tu con il gigante australiano, battuto con un diagonale preciso. 0-2 e buona notte.

Milan
assolutamente impotente fino all'intervallo, incapace di creare anche solo una palla-goal e che, anzi, rischia il tracollo in almeno due circostanze: la prima con Bonazzoli e la seconda ancora con Maggio. Non sembrano esserci sbocchi e allora Ancelotti mischia ancora una volta le carte.

Nella ripresa infatti, il mister di Reggiolo mette in campo un inedito 4-3-3 con il tardivo ingresso in campo di Alberto Gilardino che va ad affiancare il deludente Pato e l'ottimo Paloschi che, rientra in campo con un vigore nuovo che riesce a trasformare in grinta, rabbia , vitalità. E questa è l'unica nota lieta in casa Milan, perchè il numero 43 è un giocatore vero, che non si nasconde quando le cose vanno male e anzi, prende per mano i ben più blasonati compagni. O almeno ci prova.

Dopo un palo interno su punizione di Pirlo, arriva il goal di Paloschi su assist di Pato: il futuro rossonero. Goal che riapre il match e dà il via all'assalto all'arma bianca ad una Sampdoria che, comunque si difende con ordine, senza mai dare l'impressione di cedere sul piano psicologico. Il Milan questa volta ci mette il cuore e spinge più con la forza della disperazione che con la logica.

Le speranze rossonere di riacciuffare il pareggio si infrangono sulla punta delle dita del guantone di Castellazzi che, al 92esimo, vola all'incrocio dei pali, a deviare in angolo, miracolosamente, una conclusione dalla distanza del sempre generoso Gattuso. Il segno che, per stasera almeno, non ce n'è. Per il quarto posto invece, la matematica e, soprattuto il Napoli, lasciano ancora aperta una porta. La prestazione di oggi no.

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