Nuovo capitolo Ibra-Galliani: lo svedese non parla più con il dirigente rossonero

Ibrahimovic il mercenario. Una definizione facile, scontata, quasi un giochino per milioni di tifosi sparsi in tutto il globo che hanno sempre rimproverato lo svedese di aver scarso attaccamento alla maglia: sette squadre in meno di dieci anni, contratti al rialzo, tifoserie sedotte e abbandonate. Le prove per incolpare Zlatan non sono mai mancate, il tutto associato a un'insolenza da guascone, a un modo di giocare tanto fenomenale quanto individualista, la cronica incapacità di incantare nelle notti di Champions che contano. Per una volta, però, bisogna spezzare una lancia a favore dell'attaccante di Malmoe: il suo ultimo trasferimento, il tanto discusso passaggio dal Milan al Paris Saint Germain, non era preventivato in seno alla famiglia Ibrahimovic. Che a Milano voleva mettere radici. Così Adriano Galliani a France Football:

"Ibrahimovic voleva restare al Milan e da quanto è andato al Paris Saint-Germain non mi parla più. Alle fine dello scorso campionato è venuto da me con Raiola: gli avevo assicurato che sarebbe rimasto, ma la società ha fatto delle riflessioni ed è stato venduto. Non ho mantenuto la mia parola, Ibra ha ragione".

Ci pensa l'Equipe a dar voce a Ibra che ha sempre, diciamo la verità, ribadito di non voler svestire il rossonero. In particolare il quotidiano francese pone l'accento sul faraonico ingaggio da lui percepito, cifre da capogiro che hanno fatto storcere il naso ai politici francesi e non solo:

"La qualità non è gratuita, e poi non capisco perché le critiche vengono dai politici: tutti questi soldi che guadagno aumenteranno le tasse per la Francia quindi i politici dovrebbero essere contenti no? Io ho già guadagnato molti soldi nella mia carriera, se decidessi di smettere di giocare a calcio potrei vivere di rendita per tutta la vita: se sono venuto al Psg non è per i soldi ma è per la sfida, il progetto della società".

Come a dire, va bene che è meglio guadagnare 14 milioni di euro piuttosto della metà, ma la questione non era economica (per lui, e probabilmente neanche per il procuratore Raiola): Ibrahimovic voleva rimanere al Milan con il numero dieci appiccicato sulle spalle. Il Milan ha deciso di venderlo per monetizzare. E per una volta lo scaricato è stato lui.

Foto | © TMNews

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