Trapattoni ne prende 7: clamorosa vittoria del Rapid Vienna sui suoi Red Bull


"Questa non è una semplice sconfitta, è una catastrofe; in 50 anni di carriera, non avevo mai subito uno smacco simile" ha detto dopo qualche ora dalla fine della partita Giovanni Trapattoni, attuale allenatore dei Red Bull Salisburgo (ma futuro ct dell'Irlanda), squadra che fino a ieri era in testa alla Bundesliga austriaca. Fino alla partita di ieri appunto, il sentitissimo match-clou della 31esima giornata, quello tra il Salzburg e il Rapid Wien, prima e seconda in classifica, il migliore attacco e la miglior difesa contro i secondi della classe anche per quanto riguarda i gol fatti e quelli subiti.

Stadio gremito, ingresso spettacolare dei giocatori in campo (come potete notare nella sintesi che vedrete in fondo all'articolo), tutto era pronto per una giornata di calcio sui generis. Come alla fine lo è stato, ma per gli ospiti. Passano 11 minuti e inspiegabilmente è già 0-3: Erwin Hoffer, Stefan Maierhofer e Umit Korkmaz gelano il pubblico del Wals-Siezenheim (anche detto Bulls' Arena), preludio di una giornata storta. A fine primo tempo i gol erano 5 (ancor Hoffer e ancora Maierhofer), a fine partita 7, grazie alla tripletta di Hoffer e al sigillo in extremis di Steffen Hofmann.

Sconfitta pesantissima dunque per Trapattoni: "Abbiamo ricevuto una dura lezione dal Rapid: eravamo come paralizzati. Ho detto ai ragazzi di dimenticare in fretta la sconfitta, ma questa partita resterà impressa nella memoria di tutti. Per sempre". I verdi di Vienna sono invece impazziti di gioia: lezione di calcio ai rivali in casa loro, primato in classifica, balzo in testa anche nelle statistiche di attacco e difesa. E pensare che sul sintetico dello stadio salisburghese solo un'altra squadra aveva vinto quest'anno: lo 0-1 dell'Austria Vienna sembrava già tanto, si è rivelato poca cosa in confronto allo 0-7 incredibile dei cugini del Rapid.

L'allenatore di Cusano Milanino guarda avanti: lo scudetto è ancora a portata di mano (prossima sfida col Ried), la panchina della nazionale irlandese è lì che lo aspetta. Ma rimane una batosta che ricorderà per molto, molto tempo.

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