Club "fantasma" in Uruguay dietro i trasferimenti di molti giocatori, lo svela un'inchiesta di Bloomberg

Alcuni club europei, tra cui Roma e Juventus, sarebbero coinvolti in un giro di trasferimenti di calciatori sospetti che ha fatto spostare in questi anni una somma pari a 70 milioni di dollari, tutti transitati per l'Uruguay. Lo sostiene Alex Duff, giornalista di Bloomberg, che con un'inchiesta ha indagato su tanti affari ritenuti quanto meno sospetti. I nomi dei calciatori coinvolti sono moltissimi, tra cui alcuni molto noti. I due club italiani figurano per le trattative che hanno portato nel nostro paese Estigarribia, l'anno scorso in bianconero e quest'anno alla Sampdoria, e Piris. Ma ci sono anche Hulk dello Zenit San Pietroburgo e Alex Sandro.

Cosa hanno in comune questi calciatori? Tutti "hanno militato" in squadre uruguayane, per lo più di seconda fascia, le virgolette sono d'obbligo perché basta guardare i loro profili su Wikipedia per scoprire che ad esempio Estigarribia e Piris non sono mai scesi in campo con il Deportivo Maldonado, lo stesso vale per Alex Sandro del Porto, così come Hulk non ha mai indossato la maglietta rossa dell'Atletico Rentistas, squadra che come il Deportivo Maldonado milita in seconda divisione. In pratica il loro transito nel piccolo paese uruguayano è spinto dalle normative fiscali molto vantaggiose vigenti, una transazione viene infatti tassata al 5% mentre nel resto del mondo l'imposta sale al 20%. Normative che hanno portato l'Ocse a includere l'Uruguay nella sua black list fiscale.

Il fenomeno è stato in questi anni denunciato con forza dai paesi confinanti, in Argentina non hanno esitato a parlare di vera e propria evasione fiscale, mentre il ministro dello sport brasiliano Aldo Rebelo ha addirittura avanzato l'ipotesi di riciclaggio di danaro sporco e ha chiesto ufficialmente l'intervento della Fifa affinché agisca con fermezza contro questi club definiti "fantasma". Nel 2012 la federazione del calcio mondiale ha varato nuove regole sui trasferimenti, come ad esempio l'obbligo per le società di pubblicare in rete i dettagli economici di ogni operazione. Le sanzioni per chi non si adegua dovrebbero essere esemplari, a quanto pare però non basta ad arginare il fenomeno.

Abbiamo detto di Esitgarribia e Piris, entrambi sono arrivati in Italia in prestito il primo pagato 500 mila euro, il secondo 700. Stessa sorte toccata a Montenegro, un altro paraguayano preso in prestito dal West Ham ad una cifra che non è stata resa nota. Ma il caso più eclatante è forse quello di Alex Sandro, per averlo il Porto ha pagato al Deportivo Maldonado 9,6 milioni di euro, probabilmente il brasiliano non conosce neanche il colore della maglia della sua ex squadra, per la cronaca è rossoverde, come quella della nostra Ternana.

Il giornalista autore dell'inchiesta ha provato a contattare i vari club europei per chiedere spiegazioni ma non ha avuto molta fortuna. Claudio Albanese, direttore della comunicazione della Juve, ha declinato l'invito a fornire spiegazioni, lo stesso ha fatto un rappresentante del West Ham. Catia Augelli, in rappresentanza della Roma, ha invece spiegato che la società ha valutato il giocatore quando era in prestito al San Paolo non ritenendo non significante il fatto che il giocatore fosse di proprietà del Maldonado, Duff non sembra molto convinto di questa spiegazione. Forse è auspicabile davvero un intervento della Fifa.

Foto | © TMNews

  • shares
  • +1
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: