Delio Rossi attacca la Fiorentina: "Trattato male, quello che fa Montella potevo farlo anche io"

In principio, ma anche alla fine, fu un Fiorentina - Novara in di inizio maggio, in notturna: è ferma lì, a quella sera, la carriera di Delio Rossi, un romagnolo tutto d'un pezzo che ha pagato in maniera salatissima quel gesto inconsulto. Aggredire fisicamente Adem Ljajic fu tanto istintivo quanto sbagliato, oggi il tecnico tra le altre di Salernitana, Lazio e Palermo ritorna su quell'episodio, lo fa affidando i propri pensieri a Pubblico:

"Ho visto e rivisto quelle immagini cento volte. Mi sono guardato, ho ripensato a quel momento settimane e mesi. Ho vissuto tutto da dentro e da fuori. Sono costernato, dispiaciuto. Ora sembra tutto ancora fermo lì, a quel momento. Perché l'unico che ha pagato, sono stato io. L'unico che si è preso le colpe, sono stato io. Un supplizio troppo forte. Le parole di supporto mi hanno aiutato, ma pubblicamente la facciata da mantenere è sempre stata un'altra. Ho chiesto scusa a tutti, quando rivedrò Ljajic gli chiederò scusa. Ma il punto è un altro: non sono violento, sono una vittima; sono un buono, un uomo semplice, uno che non cura l'immagine e che lascia trasparire tutto quello che pensa".


Ma cosa successe esattamente tra Rossi e il giovane serbo?

"Sono state date tante versioni. Nessuna è vera. Non c'è stato insulto personale o parolaccia grave, non mi è andato il sangue alla testa per gesti da bambino: mi sono semplicemente arrabbiato. Lì, in quel momento, c'era da stabilire un ordine e l'ho fatto in maniera sanguigna. E, poi, comunque, la manata non l'ha mica presa lui, ma il mio collaboratore. Sono cambiato? No, dirò sempre quello che penso. Voglio continuare ad essere me stesso".

Sta di fatto che da allora la Fiorentina lo esonerò prendendo, almeno formalmente, le parti del giocatore (riconfermato quest'anno anche se opaco all'inverosimile nelle prime uscite stagionali); Delio Rossi allora riserva più di una stoccatina alla dirigenza viola:

"La rivoluzione l'ho chiesta io e quello che si trova in mano Montella è farina del mio sacco. L’esonero è stato troppo, un’ingiustizia. Così si prende nettamente una parte, ci si schiera, su una vicenda che poteva essere gestita in altra maniera, meno traumatica per il sottoscritto. Volevano ripulirsi la faccia, e lo hanno fatto mandando via me: era la cosa più semplice da fare. Troppo semplice, e non si è pensato al valore umano delle persone in gioco. Si è buttato nel cestino un professionista, che ha cresciuto ragazzi, che ha fatto avanzare giovani talenti, che ha sollevato dalle loro sorti squadre e squadrette. Quello che fa Montella potevo farlo anch’io. Tornerei alla Fiorentina anche domani".

E' uno degli allenatori italiani più bravi in circolazione: quando aspetteremo prima di rivederlo di nuovo in pista?

Foto | © TMNews

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