
L’infortunio al metatarso di Rooney, che si è andato ad aggiungere a quello omologo dell’altro golden boy del calcio inglese Owen, ha messo in seria difficoltà il tecnico svedese Eriksson per quanto riguarda i selezionati che andranno a formare l’attacco inglese. I due giocatori saranno comunque convocati, anche se le loro condizioni saranno valutate solo alla fine, fino all’ultimo i tifosi dovranno stare col fiato sospeso. L’attaccante del Manchester si sta sottoponendo ad una terapia in una camera ad ossigeno per provare ad accelerare i tempi del suo recupero, ma le possibilità effettive che possa prender parte alla spedizione tedesca sono effettivamente scarse. Diverso il discorso per il giocatore del Newcastle ex galacticos, la sua situazione è leggermente migliore.
Ma chi ci sarà in attacco al posto di questi due se non dovessero farcela? Sven non ci dorme la notte ma l’ipotesi che si affaccia nella sua mente è un po’ folle e sicuramente molto affascinante. Un nome shock è stato fatto in questi ultimi giorni: Theo Walcott.
Questa ipotesi che potrebbe sembrare stralunata, soprattutto per una squadra come l’Inghilterra che mette per l’ennesima volta in gioco tutta la sua credibilità, in realtà non è neanche tanto assurda. Perchè da quelle parti non è un’eresia schierare tra i nazionali giocatori giovanissimi, al contrario di come succede in altri posti, al contrario di quanto succede da noi che preferiamo di solito affidarci ai senatori.
Ricordiamo che lo stesso Sven fece esordire Rooney a soli 16 anni, anche se l’attaccante del Manchester aveva già collezionato presenze e marcature importanti con la sua squadra di club, l’Everton. Come dimenticare poi il gol capolavoro di quel giovanissimo Michael Owen ai mondiali di Francia. Diciannove anni ancora da compiere per lui e una discesa che lasciò dietro ad arrancare l’intera squadra argentina, per un 2 a 1 provvisorio che sarebbe stato pareggiato solo nei minuti finali del primo tempo da Zanetti.
Walcott è ancora un bambino, per lui c’è tutto il tempo per crescere, per fare tutti gli esordi che la sua carriera gli riserverà, ma se la chiamata dovesse arrivare non si tirerà certo indietro e chissà che ad un certo punto mister Eriksson non gli dirà “Theo, scaldati, devi entrare in campo”.
Sarebbe come un bambino in un luna park, si divertirà e magari farà divertire anche i suoi tifosi.
marco
08 mag 2006 - 19:37 - #1certo che mi sembra strano che non ci siano altre punte in circolazione… qui da noi togli i 5-6 che andranno ai mondiali hai ancora tavano, rocchi, iaquinta, lucarelli, cassano senza contare gli under 21 come pazzini, palladino, ecc…
è un po come dire che un primavera di una delle prime 4-5 classificate senza che abbia mai debuttato in A andasse ai mondiali…
cmq che in inghilterra si affidino ai giovani + che da noi è sicuro ma bisogna anche dire che la maggior parte dei giocatori sono stranieri… penso che ’sto theo walcott sia l’unico inglese dell’arsenal…
ad un certo punto sono anche obbligati…
raffaele
10 mag 2006 - 15:36 - #2le punte ci sono, e come, è solo una scelta inteligente. convocando walcott si guadagnerà l’assenzo di tutti gli inglesi, ormai abituati a veder nascere una stella ad ogni mondiale… speriamo bene per lui.
blattaman
24 mag 2006 - 00:48 - #3rotfl scelta intelligente??…ai posteri l’ardua sentenza