Shakhtar Donetsk: scopriamo lo spauracchio Mkhitaryan, prossimo avversario di Juve e Italia

Fino a l'altro ieri sera il nome di Henrikh Mkhitaryan era materia di super esperti di calcio internazionale; l'attaccante armeno non era sconosciuto, per carità, non fosse altro perché autore di ben sei reti nelle qualificazioni per Euro 2012 con la sua Nazionale e perché attaccante, ancor più che fantasista, di un top club europeo quale può essere ormai considerato lo Shakhtar Donetsk. Eppure in pochi alle nostre latitudini avevano notato il suo impronunciabile cognome nei tabellini delle partite dell'Armenia, squadra fondamentalmente fuori dai radar del calcio che conta, e dello Shakhtar, che vince a man bassa un campionato che ha pochissimi estimatori. Allora ci hanno pensato i sorteggi per i prossimi Mondiali brasiliani e per l'attuale Champions League a far puntare i riflettori italiani su di lui; e poi il diretto interessato ha fatto il resto, cominciando la stagione come meglio non poteva.

Nato nella capitale armena Yerevan il 21 gennaio del 1989, Mkhitaryan a 6 anni (un anno prima di perdere il padre per un tumore cerebrale) entra a far parte del settore giovanile del Pyunik Yerevan; a 17 anni comincia a giocare con la prima squadra della capitale e fino al 2009 riesce a collezionare 70 presenze con 30 gol, numeri che gli consentono di rispondere alla chiamata della Nazionale armena ma soprattutto del Metalist di Donetsk. In Ucraina il giovane Mkhitaryan, appena 20enne, gioca tra tutte le competizioni quasi 50 volte segnando 17 reti, venendo impiegato principalmente come mezza punta. Sono numeri che ingolosiscono l'altra squadra cittadina, lo Shakhtar che lo fa suo nel 2010 per 7,5 milioni di dollari. Coi minatori arancioni trascorre due stagioni su buoni livelli (63 partite e 15 gol), prima dell'esplosione di quest'anno.

Mkhitaryan ha già realizzato 12 marcature nelle prime 9 partite di Premier ucraina (la squadra di Lucescu è prima a punteggio pieno) e contro il Nordsjaelland, in Champions, ha rifilato una doppietta ai malcapitati danesi (dopo i gol di Chelsea - Juve, nel video sotto, potete ammirare le sue due perle). E ora la copertina alle italiche latitudini: nel giro di 10 giorni Barzagli, Bonucci e Chiellini si troveranno di fronte questo frizzante attaccante, che ha ormai abbandonato ogni velleità di fantasista, prima nella sfida di Champions tra Juve e Shakhtar (martedì 2 ottobre a Torino), poi dieci giorni dopo a Yerevan per la terza partita dell'Italia di Prandelli nel Gruppo B delle Qualificazioni per i prossimi Mondiali del 2014 in Brasile. La difesa bianconera (così come quella azzurra) deve stare attenta a due sue caratteristiche: la capacità di calciare con entrambi i piedi e la sua propensione a fornire assist.

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